The Mystery of Edwin Drood

Libro strano, rimasto incompiuto e pubblicato postumo, quindi difficile da valutare. La storia si interrompe sul più bello, ma parla della misteriosa scomparsa del giovane Edwin Drood, che era andato a trovare lo zio John Jaspers e la fidanzata Rose in un immaginario e sonnolento paesino dell’Inghilterra, Cloisterham. È stato ucciso? Forse da un rivale in amore?

Ma in realtà, più che il mistero di Drood, ad affascinare è il mistero di Jaspers, irreprensibile maestro del coro della cattedrale per i suoi compaesani, in realtà oppiomane (non è uno spoiler), inquieto, depresso, sfuggente, forse anche lui non senza movente per sbarazzarsi del nipote.
Come giallo purtroppo non si capisce dove il libro voglia andare a parare (o forse dovrei dire che non l’ho capito io, perché secondo Wikipedia è abbastanza chiaro), alcuni personaggi che sembrano centrali per il “mistero” (Rose, Neville) sono delineati troppo in fretta, un po’ troppo scontatamente “buoni” e non sembrano credibilissimi (Neville conosce Rose da poche ore e già se ne dichiara innamorato, tanto da essere il sospettato perfetto quando Drood scompare!). Purtroppo la “soluzione” non si saprà mai, ma il romanzo si riscatta nelle parti che sembrerebbero “di contorno”, con un tono umoristico e satirico e alcune deliziose macchiette come il pomposo e ridicolo Mr Sapsea, il buon reverendo Crisparkle, la pudebonda Miss Twinkleton, l’eccentrico e stolido ma in fondo buono Mr Grewgious… Soprattutto domina la figura assai inquietante di John Jaspers: poiché il romanzo si interrompe troppo presto, non si capisce se Dickens avesse intenzione di farne “il cattivo”, certo fra tutti risulta il più affascinante e complesso, e forse il lettore moderno, lungi dal vederlo come una figura negativa, tenderà a farne un vero e proprio antieroe: impegnato a preservare la sua maschera di rispettabilità, e però vicino a soccombere in questa spirale di dipendenza, ossessione e disgusto di sé. Le scene nelle fumerie d’oppio sembrano scritte ieri, non nell’800.

In realtà io avevo scoperto e messo nella wishlist prima Drood di Dan Simmons, che trae spunto da questa celebre ed enigmatica opera della letteratura inglese. Ho pensato però che non avrei potuto capirlo a pieno senza leggere prima il romanzo originario.

Leggere Dickens nell’originale inglese mi è sembrato piuttosto difficile (avevo letto solo il super-classico “Canto di Natale”, ma in italiano): subito prima di questo libro avevo abbandonato Chiamate la levatrice, che aveva pure un tema interessante ma che mi stava indisponendo e annoiando per lo stile assai piatto, sono passata all’estremo opposto!

Charles Dickens, The Mystery of Edwin Drood, voto = 3,5/5

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