Vuoi star zitta, per favore?

Ci sono ancora, ma ultimamente “l’ispirazione” per scrivere queste (zoppicanti) “recensioni” si fa un po’ desiderare, perciò purtroppo ne vedrete ancora un paio (a partire da questa), relative a libri finiti ormai da qualche tempo, davvero “tirate via”.

Qui stiamo parlando della prima raccolta di racconti dello scrittore Raymond Carver, uscita nel 1976. Ho un’amica, su Goodreads, che ama molto questo scrittore, e vedo che nel recensirlo usa l’aggettivo perfetto; ci ho ripensato, e ciò mi fa riflettere, perché io invece se dovessi definire in poche parole questa lettura potrei dire: incredibilmente frustrante… Sono tante brevi, e meno brevi, “finestre” sulle vite di uomini e donne americani, spesso coppie, spesso affaticati e insoddisfatti, e li vediamo consumare le pagine a loro dedicate dall’autore… spesso ripetendo i soliti gesti di sempre, ma sempre con un senso di incombente… minaccia? No, non proprio, ma tensione, come se si fosse sempre più vicini a un’ipotetico “punto di rottura”. Però intanto le pagine stanno per esaurirsi, e tu sei lì che pensi “eh no, ti prego, non finire adesso!”… e invece 9 volte su 10 è come se andassero via le luci, calasse all’improvviso un sipario, lasciandoti davanti alla pagina nuova, quella mezza bianca col titolo del racconto successivo, a chiederti: “Ma che succede dopo? Sembrava proprio che stesse per succedere qualcosa… oppure niente…”.

Beh, allora mi fa un po’ sorridere pensare a questi racconti come “perfettamente compiuti”, quando io invece trovo che ci siano molte meno parole di quelle che avrei voluto… Che vorrà dire? A) io ci capisco poco (sì, questa risposta è sempre valida); B) questo effetto di brusca “rottura” era proprio quello che Carver voleva ottenere.
Mi viene in mente ora (ho finito il libro ormai da varie settimane, come dicevo) che, se ripenso ai personaggi di questi racconti, avrei voglia di incontrarli uno a uno per chiedere loro “beh, insomma come va ora? Ma senti, che è successo poi, quella volta in cui…?”, il che probabilmente è fare un complimento al libro.

Raymond Carver, Vuoi star zitta, per favore? (trad. Riccardo Duranti), voto = 3,5/5

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