Compagnia K

Progetto prima guerra mondiale: parte 3
La prima guerra mondiale è da sempre un argomento che mi interessa particolarmente, non tanto dal punto di vista strategico-militare, quanto per l’impatto che ebbe sull’immaginario collettivo europeo e mondiale e gli strascichi che lasciò. Col tempo, ho messo insieme una (piccolissima) raccolta di libri, fra saggi e romanzi, sull’argomento. Nel primo centenario dello scoppio della guerra (1914-2014), mi propongo di leggerli.
Già letti in precedenza (e commentati qui): Bollettino di guerra, Plotone di esecuzione, I fogli del capitano Michel, Scritture di guerra, Ci rivediamo lassù, La paura

Spesso parlo con diffidenza dei consigli del critico letterario A. D’Orrico (in realtà penso che il suo “peccato originale” sia stato aver enfaticamente salutato Faletti come “il più grande scrittore italiano”. Lo so che l’autore è recentemente scomparso, ma non credo che rivedrò i miei pre-giudizi per questo. Da allora D’Orrico, per quanto mi riguarda, ha perso un po’ di credibilità), ma bisogna dire che qualche volta ci azzecca(va). Questo Compagnia K era infatti da lui consigliato dalle colonne del settimanale del Corriere della Sera come uno dei “libri per l’estate 2010”: curiosa definizione, perché, come si vedrà, non è esattamente una lettura da ombrellone, ma nulla da eccepire sulla qualità.

William March è un autore statunitense forse poco conosciuto da noi, ma discretamente noto in patria. Così come Chevallier, autore de La paura, era un reduce della prima guerra mondiale e, sempre per continuare coi parallelismi, anche Compagnia K, uscito nel 1933, inizialmente scandalizzò l’opinione pubblica per la violenza, l’antimilitarismo, il rifiuto di ogni retorica patriottarda. Col tempo, naturalmente, venne ampiamente rivalutato, fu un’importante ispirazione per il Vonnegut di Mattatoio n. 5 ed è in generale considerato uno dei capolavori della letteratura di guerra. Fu soprattutto, e si sente, un romanzo molto “sentito” e “sofferto” per il suo autore, che, come si legge nell’introduzione di Dario Morgante, non fu mai in grado di riprendersi totalmente dall’esperienza della guerra, che lo tormentò fino alla morte.

La struttura del libro è inusuale: protagonisti del romanzo sono gli uomini della Compagnia K dell’esercito americano, ma la storia si dipana in brevi o brevissimi capitoletti, quasi mini-monologhi, in cui a turno ciascun soldato o ufficiale prende la parola, in prima persona. Uno alla volta, “sfilano” davanti a noi il soldato semplice Edward Romano, il tenente Edward Bartelstone, il soldato semplice William Anderson, il soldato semplice Benjamin Hunzinger, il sergente Julius Pelton, il soldato semplice Richard Mundy, e tanti altri (sono in tutto 115, cioè l’intera compagnia), ciascuno per raccontare il proprio pezzetto di storia, chi è stremato per i turni di guardia in trincea di ore e ore e ore, chi ha dovuto sparare su dei prigionieri inermi, chi si è ritrovato in mezzo a un attacco col gas, chi è morto in mezzo alla terra di nessuno.

L’espediente di dare a ciascuno un nome e un cognome li rende più veri e “reali”, eppure, allo stesso tempo, non impedisce che la loro testimonianza diventi per così dire “universale” (specialmente perché, come detto, anche i defunti partecipano a questo “rito” collettivo). L’unica, significativa eccezione è “il soldato sconosciuto” (p. 167), che muore rifiutandosi di rivelare il proprio nome, perché non entri a far parte di nessun elenco degli “eroi caduti”. E dietro a ciascuno di questi nomi si può anche vedere un po’ dello stesso William March che tenta di esorcizzare e guarire le proprie ferite.

William March, Compagnia K (a cura di Dario Morgante, traduzione di Adriana Pellegrini), voto = 4/5

3 commenti

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

3 risposte a “Compagnia K

  1. Tania9gatti

    Ti consiglio sull’argomento un libro NEL LIBRO FIGLIO TU VIVRAI di PAOLO CIAMPI

  2. Pingback: L’officina della guerra | libri ... e basta

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...