La corda e la mannaia

E, dopo Camilleri e Pagliaro, rimaniamo ancora in Sicilia.

Ideale seguito di un libro dello stesso La Duca del 1970, I veleni di Palermo, in cui venivano presentati i casi di delitti “occulti” e perpetrati con la massima discrezione possibile, questo La corda e la mannaia vuole ricordare invece quelli che più fecero “rumore”, in cui l’assassino non si preoccupò di nascondere le sue tracce, e soprattutto l’esemplare castigo della legge, applicato appunto con i due strumenti del titolo, la corda (l’impiccagione) per i rei di basso ceto, la mannaia (la decapitazione) per i nobili, quale segno di distinzione. È un’opera postuma, perché l’autore morì nel 2008, quando l’aveva praticamente ultimata, e il curatore, trovato il file nel computer, non ha fatto altro che prepararlo per la stampa.

In pratica non è altro che un catalogo di delitti e relative esecuzioni dei colpevoli avvenuti in Sicilia, e prevalentemente a Palermo, dall’inizio del XVI secolo alla fine del XVIII, tratti da alcune storie o cronache di autori locali. Dal resoconto nudo e crudo dell’evento non parte alcuno spunto per l’indagine storica, alcun interrogativo, anche il contesto è, talvolta, tutt’al più solo abbozzato, e l’autore interviene solo di tanto in tanto con commenti che sono però di tono moraleggiante o arguto o ironico. Oltre tutto, per un buon numero di questi delitti non si conosce, perché le fonti non lo riportano, neppure il movente, e quindi il resoconto si riduce più o meno a “il giorno tale X uccide Y, viene arrestato e condannato a morte, la sentenza viene eseguita nel luogo Z il giorno tal altro per impiccagione/decapitazione, assistettero il condannato i due confratelli della Compagnia dei Bianchi Tizio e Caio”: un po’ poco per avere, almeno, il brivido di leggere un po’ di true crime “ante litteram”. Insomma, una semplice compilazione, uno sfoggio di erudizione, che forse può servire a qualche futuro storico, che potrà comodamente trovarvi riuniti i dati sull’applicazione della giustizia nell’isola in epoca moderna invece che andarseli a raccogliere su quella o quell’altra fonte.

D’altra parte l’autore, Rosario La Duca, è lo stesso che aveva curato le note nel romanzo I Beati Paoli, in cui si trovavano praticamente solo informazioni minuziosissime (ma anche, francamente, poco interessanti per un lettore non palermitano) su come si chiama oggi quella tale o tal altra via di Palermo citata nel libro: insomma, si conferma che egli era un erudito espertissimo di storia locale e setacciatore di fonti e paziente catalogatore dei dati più svariati, ma forse senza l’ampiezza di vedute dello storico (ma in realtà non conosco tutta la sua produzione, non dovrei dare giudizi affrettati).

Mah, a posteriori non so mica perché ho comprato questo libretto: doveva essermi sembrato interessante, quando lo vidi per la prima volta sul sito della casa editrice Sellerio. Almeno l’ho preso usato con lo sconto del 50%, e non a prezzo pieno (12 euro!).

Rosario La Duca, La corda e la mannaia (a cura di Francesco Armetta), voto = 2/5
Per acquistarlo on line

Lascia un commento

Archiviato in Libri, Storia, Storia moderna

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...