Conquistador

Questo, almeno per ora, sarà l’ultimo libro della serie incentrata sulla conquista del Messico (cominciata con La voce dell’acqua, proseguita poi con Goddess of GrassCortés), perché al momento ne ho abbastanza. Devo dire però che, anche senza volerlo, ho scelto libri con taglio fra loro diverso, non mi sono capitati quattro doppioni (poi il gradimento è stato variabile, ma è un altro discorso).

Sarei tentata di sbrigarmela con poche parole anche con questa recensione, non tanto perché Conquistador, di Buddy Levy, non meriti considerazione, quanto perché dovrei ripetere un po’ sempre le stesse cose. Visto sul sito della casa editrice Bruno Mondadori, a conti fatti questo mi è sembrato il “vero” libro per il grande pubblico che Cortés, in modo abbastanza improbabile, dichiarava di voler essere; infatti, devo dire che è stato soprattutto il nome della collana di cui fa parte, “La storia narrata”, a convincermi all’acquisto: volevo una lettura appassionante, che si concedesse anche un po’ il gusto della narrazione e dell’avventura, certo senza comunque sacrificare troppo al rigore scientifico.

E il testo va proprio in questa direzione: è (quasi) tutto azione e poca politica, non più gli interminabili resoconti sulle manovre e i maneggi di Cortés che si leggevano in Miralles, e soprattutto molte meno digressioni per spiegare antefatti e retroscena, o presentare innumerevoli figure di contorno, o esaminare criticamente i passaggi controversi delle fonti. Qui, con un taglio quasi “cinematografico”, si entra subito nel vivo con Cortés a bordo della nave che da Cuba lo sta portando nello Yucatán, e non si lascia mai il palcoscenico degli avvenimenti principali.

A differenza di quanto faceva Miralles, la disamina delle fonti è molto più sbrigativa, l’autore non riporta nel testo tutte le versioni degli avvenimenti (solo in nota, talvolta) e in genere ne accetta una senza però spiegare sempre bene perché. C’è sempre un po’ il rischio, la tentazione, di cadere nel “pittoresco” o nel “romantico” (accentuato nel sottotitolo originale), ma d’altra parte non posso criticare l’eccessiva aridità dei precedenti volumi e poi storcere il naso se qui invece i toni sono più carichi di pathos, sarebbe un controsenso.

Insomma, in breve, non è un saggio memorabile e imprescindibile su Cortés e Montezuma, allo specialista magari sembrerà in qualche punto impreciso o con semplificazioni eccessive, comunque per me è stata una lettura tutto sommato gradevole e senz’altro molto più scorrevole e avvincente di quelle sullo stesso argomento che l’hanno preceduta.

Buddy Levy, Conquistador: Cortés, Montezuma e la caduta dell’impero azteco (trad. Luna Orlando), voto = 3/5
Per acquistarlo on line

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