Gli Oscar del 2012 – Nomination

Come di consueto, ripercorriamo l’anno di letture appena trascorso, premiamo i “buoni” e… mettiamo alla gogna i “cattivi”. La buona notizia è che nel 2012, contrariamente a quanto era avvenuto nel 2011, ho raggiunto l’obiettivo di 60 libri letti che mi ero prefissata: il totale è 69 (Fatal Shadows e A Dangerous Thing di Josh Lanyon sono contati separatamente). Nel 2011 mi ero fermata a 56, supero anche il 2010 che era a quota 61. Questa performance può essere stata favorita dall’uso dell’e-book reader? Grazie ad esso, mi sono procurata all’istante, senza tempi di attesa, nuovi libri che ero stata tentata di leggere (vero, potevo leggerli anche prima sullo schermo del computer, ma molto più scomodamente e lentamente), libri, inoltre, che probabilmente non avrei letto altrimenti, di genere leggero e quindi con tempi di lettura veloci, che hanno dato un’impennata alle statistiche. Libri che facevano parte di serie, e quindi “l’uno tirava l’altro”, per così dire. Un altro fattore che mi ha aiutata è stata una seconda metà dell’anno meno fitta di impegni. Questo insieme di ragioni spiega l’exploit di novembre, mese più “attivo” con addirittura 11 libri letti (i mesi più “fiacchi” di quest’anno sono stati gennaio, aprile, luglio e agosto, che comunque si fermano a 4 libri, risultato non pessimo). La media è 5,75 libri/mese.

L’autore più letto è Abigail Roux con ben 7 libri (5 dei quali in coppia con Madeleine Urban); segue Josh Lanyon con 6 e poi, staccati, Madison Smartt Bell e Joseph Hansen con 3 a testa: sono tutti, comunque, libri che fanno parte di serie e, quindi, iniziato il primo finisci per leggere anche tutti gli altri, perciò numeri così alti non sorprendono troppo. Dei 69 libri totali, solo 15 sono di autori italiani: molto pochi, rispetto all’anno scorso (30).

Negli anni scorsi facevo un elenco dei libri letti e per assegnare ciascuno a un genere specifico (fra Narrativa contemporanea, Saggistica, Classici, Varia) usavo evidenziazioni di colore diverso, creando una cacofonia di colori veramente orrenda; stavolta non vale la pena, perché, come si vedrà, una categoria sovrasta di gran lunga le altre. I risultati infatti sono sorprendenti e poco lusinghieri per me: 60 libri di narrativa (vi è compreso anche un titolo un po’ “al limite” come ACAB), 7 saggi e 2 di “varia” (I miracoli di Val Morel e Talking Pictures), neppure un “classico”. Insomma, questi grandi numeri li ho raggiunti anche perché mi sono appiattita su letture forse più facili.

Ed ecco il “lenzuolone” delle copertine (ricavato dallo scaffale su LibraryThing, l’unico sito di social cataloguing in cui inserisco tutti i libri, posseduti e non): è stata una faticaccia immane renderle cliccabili per far sì che ognuna puntasse alla corrispondente recensione, e il risultato non è perfetto, ma sono comunque soddisfatta!

Le categorie dei premi saranno:

– Libro migliore del 2012

– La gradita sorpresa del 2012

– Miglior opera di narrativa italiana contemporanea

– Miglior opera di narrativa straniera contemporanea

– Miglior opera di saggistica

– Peggior libro del 2012

Manca la categoria “Miglior classico” per ovvie ragioni.

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