Warrior’s Cross

https://i0.wp.com/d.gr-assets.com/books/1251691730l/6782412.jpgThis review is in Italian: if you wish to read an (automatic and, therefore, maybe poor) English translation of it, follow this link: Google Translate. Highlight the text to view hidden spoilers.

Della serie di Ty e Zane, Armed & Dangerous è stato forse il mio romanzo preferito, per una serie di motivi, tra cui quello che alla coppia di protagonisti venivano finalmente affiancate due “spalle” degne di nota, personaggi a più dimensioni, capaci di reggersi da soli e non solo viventi “di luce riflessa”: Julian Cross, il pericoloso agente della CIA in fuga, e il suo timido e dolce fidanzato, Cameron Jacobs.

Bella forza, scopro ora: erano due personaggi come si deve perché già protagonisti di un altro romanzo della stessa coppia di autrici, Warrior’s Cross, in cui si narra appunto come i due si incontrano e si innamorano. Inizialmente credevo che il libro fosse uno spin-off della serie di Ty e Zane, prequel di Armed & Dangerous, mi è stato invece fatto notare che è precedente a quest’ultimo: nascono prima insomma Julian & Cameron, e poi si fa il cross-over con l’altra serie.

In Armed & Dangerous ho adorato il letale Julian e il delicato Cameron, pesce fuor d’acqua in quel corto circuito di testosterone fra lo stesso Julian, Ty e Zane; pertanto, alla scoperta, assolutamente casuale, di questo libro, la mia reazione è stata molto da fangirl: non poteva non incuriosirmi e non potevo non iniziarlo subito.

Notato en passant che i libri della coppia Urban & Roux continuano ad avere copertine di maggior classe rispetto ad altri esempi del genere (questa è molto bella), diciamo subito però che è stato l’affetto verso i due protagonisti a spingermi ad andare avanti fino alla conclusione: non è la cosa migliore che abbia letto, e francamente è una storia un po’ così, con verosimiglianza pari a zero, un romanticismo un po’ di maniera e una trama senza capo né coda.

Chicago. Cameron è un tipo piuttosto ordinario, tranquillo, introverso e solitario che lavora come cameriere in un ristorante di classe. Julian è un cliente fisso del ristorante, vi si reca sempre ogni martedì sera, da solo, senza mai scambiare una parola con nessuno se non con il proprietario. Cameron per settimane aspetta con ansia il martedì sera per sospirare dietro il bellissimo ed elegantissimo sconosciuto (non mi va giù questa fissa che i personaggi di questi romanzi debbano essere per forza degli dèi greci), senza però avere il coraggio di parlargli e convinto che un tipo così non noterà mai uno come lui; lo penseremmo anche noi, eppure invece anche Julian è fortemente attratto da lui, e insomma per qualche motivo misterioso i due si piacciono già tantissimo. Finalmente, alla vigilia di Natale, improvvisa e “folle” notte di passione, e i due intrecciano una relazione. Julian però continua a sparire per giorni e a ricomparire solo il martedì, non rivela mai dove vada e cosa faccia, perché giri armato, e Cameron naturalmente accetta tutto senza fare domande per paura di spezzare quell’incantesimo: l’unica cosa che Julian si lascia scappare è che se lo lascia all’oscuro è solo per proteggerlo. Nel frattempo continuano ad avvenire omicidi misteriosi a firma probabilmente di un abilissimo killer professionista. Fino a qui, tutto sommato, una lettura mediocremente carina, anche se viveva quasi solo della contrapposizione di caratteri fra i due e del mistero di questa inesplicabile ma fortissima attrazione. Poi che succede? Cameron si ammala e Julian si prende cura di lui. Julian rimane ferito e Cameron si prende cura di lui. Nei romanzi di queste due è una scena che si ripete con una monotonia sconcertante (l’amante A è malato/ferito, l’amante B lo accudisce). A un certo punto Cameron osa alzare una timida protesta di fronte al mistero impenetrabile in cui Julian ammanta tutte le sue attività, e i due si lasciano: e in seguito naturalmente è Cameron che si sentirà tremendamente in colpa per questo. Infine arriva un “cattivo” che fa cose cattive e poi viene sconfitto. Non c’è alcun collegamento con lo sviluppo della storia dei due personaggi che si avrà in Armed & Dangerous (tutta la storia dei servizi segreti deviati, degli omicidi mirati, del tentativo di Julian di sfuggire all’organizzazione), qui resta tutto confuso, non si capisce bene cosa faccia Julian, perché a un certo punto smetta di farlo, perché il cattivo ce l’abbia con lui…

Insomma, come vedete, questa storia è la sagra dell’improbabilità, non ha alcun senso e fa acqua da tutte le parti. Non ci sono neanche tutte queste scene d’azione (anzi, sono pochissime) e le parti erotiche (idem, pochissime) non sono granché: davvero non si capisce perché le due autrici si siano messe a scrivere questo abborracciato pastrocchio quando non sembra avessero la minima idea di come mandarlo avanti oltre i primi capitoli. Non me la sento, visto il divertimento che Julian e Cameron (senza dimenticare l’ineffabile e imperturbabile Preston) mi hanno procurato in Armed & Dangerous, di infierire troppo, i due insieme sono tenerissimi (awww) e non posso dirne male, ma certo sarebbe stato meglio non leggere questa roba.

Madeleine Urban & Abigail Roux, Warrior’s Cross, voto = 1,5/5

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1 Commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

Una risposta a “Warrior’s Cross

  1. Ti rifarai con Il potere del cane, che stai leggendo. Tra i migliori di Don Winslow. Buona lettura.

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