Fatal Shadows & A Dangerous Thing

This review is in Italian: if you wish to read an (automatic and, therefore, maybe poor) English translation of it, follow this link: Google Translate

Lasciamo perdere la copertina, per carità, che è proprio brutta e non rende minimamente il “tono” del libro: meglio quelle spiritose e allusive e più originali della serie di Ty e Zane. Una delle critiche che facevo alle autrici di tale serie era che le trame poliziesche dei loro romanzi erano assai pasticciate e inverosimili: mi è stato consigliato, allora, di leggere qualcosa di quest’autore, Josh Lanyon, più capace, a detta dell’amica che me ne ha parlato, di maneggiare gli strumenti e i temi del mystery, facendolo convivere in modo meno stridente col versante sentimentale della storia (siamo sempre, infatti, all’interno del “genere” M/M, che, ho scoperto, è una fucina inesauribile di titoli e ha numerosissimi estimatori). Questo libro raccoglie insieme i primi due romanzi della sua serie denominata “Adrien English Mysteries”, Fatal Shadows e A Dangerous Thing.

Siamo a Los Angeles, verso l’inizio degli anni Duemila (da principio, non avendo visto che il primo libro uscì originariamente nel 2000, ci ho messo un po’ a capire come mai quasi nessuno usasse un telefono cellulare, e perché tutti invece facessero cose “preistoriche” come lasciare messaggi nelle segreterie telefoniche!). Adrien English è un tranquillo, agiato e sofisticato trentenne proprietario di una piccola libreria specializzata in gialli (descritta un po’ leziosamente, come le “mitiche” librerie di una volta, ma ci può stare), dichiaratamente omosessuale, figlio unico e iper-coccolato dalla madre, vedova, svampita e assai protettiva. Da qualche anno, essendo finita l’ultima sua relazione importante, è single e si sta accorgendo che la sua tendenza a ritirarsi sempre più nella solitudine si sta facendo sempre più accentuata. Ma tutto sommato la sua vita scorre fin troppo placidamente, le uniche sue preoccupazioni consistono nel tentare di finire il suo primo romanzo, su un attore teatrale/detective dilettante, e tenere d’occhio la salute, a causa di un piccolo problema cardiaco. Questa almeno era la sua situazione all’avvio della serie, perché d’ora in avanti ho la sensazione (confermata anche dalla lettura del secondo romanzo) che diventerà invece una specie di calamita per i guai, una specie di Jessica Fletcher gay che dovunque si sposta si tira dietro il solito cadavere, con lui al centro dei casini (mi si dirà, per forza: la serie si chiama Adrien English Mysteries, che pretendevi? Va bene, finché non si esagererà, va bene).

Infatti, nel primo romanzo, Fatal Shadows, i problemi iniziano già a pagina 1, quando Adrien apprende che un suo vecchio amico è stato barbaramente assassinato, e che naturalmente egli è il primo sospettato. Ad occuparsi delle indagini è il detective Jake Riordan, un duro d’altri tempi, che sembra non avere alcuna simpatia per gli omosessuali in generale e per Adrien in particolare… oltre a essere, ovviamente, terribilmente sexy. Il nostro Adrien comincia, come immaginate, a indagare per conto proprio, a cacciarsi quindi nei guai e a finire nel mirino del serial killer e a dover essere salvato dall’insopportabile, sprezzante ma maledettamente in gamba Riordan… del quale a sorpresa si scoprono le insospettabili tendenze omosessuali, represse il più possibile e vissute solo in gran segreto e con vergogna.

Nel secondo romanzo, A Dangerous Thing, curiosa coincidenza con la seconda puntata delle avventure di Ty e Zane, Sticks & Stones: anche qui, dalla metropoli si passa subito a scenari più rurali, e quella che nelle intenzioni di Adrien doveva essere una pausa di relax (o meglio una specie di fuga dalla complicata e frustrante storia-non storia con Jake, che ha iniziato a frequentarlo ma ancora rifiuta persino di toccarlo) si trasforma in un’avventura un po’ bizzarra tra scavi archeologici per cercare vecchie miniere d’oro, omicidi, leggende indiane. Chiaramente anche stavolta deve arrivare l’imperturbabile Jake per dare una mano e così, lontani dalla città dove egli si mantiene rigidamente sulla difensiva per paura di essere scoperto, anche la relazione fra i due, pur fra mille battibecchi, fa notevoli passi avanti.

Le trame gialle sono gradevoli, ma nulla di più: in particolare, nella prima puntata, non ho capito perché l’assassino doveva avercela proprio con Adrien, visto che (spoiler nascosto, da evidenziare) quest’ultimo non c’entrava nulla con l’odioso “scherzo” di cui era rimasto vittima ai tempi della scuola, né, nella seconda, si sia ben capita la dinamica degli eventi. Anche stavolta i veri punti di forza sono altri; la scrittura (la voce di Adrien) mantiene un gradevole tono arguto e (auto)ironico, giocando spesso anche sullo sconcerto di Adrien nel trovarsi catapultato all’improvviso in mezzo a situazioni pericolose così inusuali per lui, o al contrario sulle sue velleità di investigatore dilettante sempre pronto a formulare teorie strampalate, mentre il freddo e razionale Jake lo riporta coi piedi per terra… salvo poi scoprire che spesso le intuizioni “romanzesche” di Adrien si rivelano sorprendentemente azzeccate. Soprattutto però ad intrigare sono il contrasto di caratteri fra i due protagonisti, il delicato e colto Adrien e il massiccio, brusco, spesso arrogante e tenebroso Jake, e le scintille che si sprigionano dalla loro relazione, che è tutt’altro che “amore a prima vista”, anzi, vive in una tensione costante, fra passi avanti e continui dubbi e delusioni.

Nella serie letta poco tempo fa, Cut & Run, nessuno dei protagonisti doveva venire a patti con le proprie scelte in tema di orientamento sessuale, che non vengono mai messe in dubbio: in questa, invece, è introdotto l’argomento nuovo e spinoso della difficoltà di accettarsi, dell’ostinazione nel volersi negare alle proprie inclinazioni e nel voler mettere “paletti” ben precisi al livello di coinvolgimento che si è disposti a raggiungere, nonché dei problemi del partner, tenuto costantemente sul filo, in attesa, nel riuscire a capire cosa voglia l’altro, cosa voglio io, se si possa ritenere sana una relazione con un uomo che sembra avere in odio la propria natura, che pare poterla vivere solo in modo nascosto e degradante, che sembra disprezzarsi e quindi, sotto sotto, disprezzare forse anche te. Questo è infatti il grande interrogativo che circonda il personaggio di Jake, uomo d’azione, rude, super mascolino, forte, di poche parole, l’essenza stessa dell’autentico “maschio alfa” e agli occhi del mondo, dei colleghi, della famiglia inequivocabilmente eterosessuale, eppure intimamente molto più irresoluto e imprevedibile, nelle sue reazioni, meno “libero”, del delicato Adrien. Svariate volte questi è costretto a domandarsi se valga la pena dedicare tempo ed energie a un uomo che forse non ne è degno, ed altrettante volte si scopre però non in grado di allontanarsi da questa persona, ed è bello che l’unione fra i due non venga presentata come “scritta nelle stelle” fin da subito, ma frutto di continue e sofferte scelte. L’enigma Jake è reso ancora più fitto e stuzzicante per il lettore perché quello che sappiamo (o non sappiamo) ci arriva solo attraverso il filtro della voce narrante di Adrien: infatti, stavolta la narrazione è in prima persona. Non che il narratore onnisciente della serie di Ty e Zane fosse sgradevole, era talvolta interessante rimbalzare fra le prospettive, talvolta opposte, dell’uno e dell’altro protagonista, ma, grazie all’espediente utilizzato da Lanyon, qui non possiamo conoscere sempre, ad ogni minuto, tutti i pensieri di ciascun personaggio, e appunto specialmente di Jake, il che lo rende più misterioso, più intrigante da scoprire, e ci rende capaci di rimanere sorpresi, spiazzati, coinvolti al pari del protagonista Adrien negli sviluppi di una relazione che non riesce, ancora, a decifrare e controllare. Le scene esplicite di sesso sono eccezionalmente poche, e inoltre l’autore fa sudare ai suoi lettori il momento tanto atteso in cui i due protagonisti si lasciano finalmente andare, cosa che avviene solo dopo oltre la metà del secondo libro. Il mio unico termine di paragone è la scrittura di Urban & Roux e i libri di Cut & Run, ma qui noto meno insistenza sulle dettagliate descrizioni anatomiche e interesse per le iperboli, e un tono più “intimo” e realistico (anche l’accenno al disagio e all’imbarazzo della “prima volta” aiuta a farci sentire più vicini ai due protagonisti).

Un altro motivo per cui ho apprezzato questi romanzi: come detto, il protagonista, Adrien, è un libraio-scrittore e spesso nel racconto fa riferimento alla sua passione per la lettura e i gialli in particolare, e ritengo più che probabile che i suoi gusti rispecchino quelli dello stesso autore, Lanyon. Per ben due volte, più precisamente una volta in ciascun romanzo, si citano con deferenza Joseph Hansen e la sua serie su Dave Brandstetter (che ho iniziato a leggere quest’anno: Scomparso, Death Claims e Troublemaker) e non si può immaginare la mia intima soddisfazione al pensiero che ormai ho messo le mani su questo tesoro (cercato per mesi… e pagato a caro prezzo), il volumone con tutti i romanzi della serie… Presto li leggerò, dev’essere, nell’ambito del genere M/M e dei polizieschi con protagonisti omosessuali, una specie di “leggenda” e un “pioniere”.

Siccome può interessare a qualcuno (come no!) leggere questa recensione in inglese, ho messo in cima al post il link alla pagina tradotta da Google Translate: i risultati, come sapete, non sono mai perfetti, ma questo mi sembra il miglior traduttore automatico in circolazione.

Josh Lanyon, Adrien English Mysteries: Fatal Shadows & A Dangerous Thing, voto = 3/5

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