Cut & Run

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In queste primissime esperienze con l’ebook-reader, ancora non riesco a scrollarmi di dosso una certa atavica “ritrosia” a considerare libri elettronici e libri di carta “alla pari”, e quindi gli ebook che finora mi sono procurata sono accomunati dal fatto di essere letture di puro “disimpegno”: non che si tratti di spazzatura o stupidaggini, ma senza dubbio non saranno grandi capolavori letterari (oppure sono libri difficili da reperire su carta). Al momento, pur apprezzando la grande praticità dello strumento in svariate occasioni (a letto, in treno), la situazione è questa.

Insomma, Cut & Run, scritto a quattro mani e primo di una serie, rientra in questa categoria, ma nel suo genere non è affatto un brutto libro: l’ho letto in poco tempo, segno che mi ha catturato, mi ha fatto affezionare ai personaggi e incuriosire per il seguito della loro storia, e ha sbaragliato la concorrenza del contemporaneo (e noiosissimo) La Foglia Grigia, che è il libro in lettura “ufficiale” del momento, accantonato senza troppi riguardi.

Ty Grady e Zane Garrett sono due agenti FBI, entrambi fonti di bei grattacapi per i loro superiori: il primo, ex marine, abile ma insofferente alle regole, arrogante, scarsamente propenso a collaborare, diretto, il secondo rigido e meticoloso, ma con alle spalle una sofferta storia personale che ha compromesso il suo equilibrio psicologico e l’ha condotto alla dipendenza da alcol e stupefacenti, dalla quale solo faticosamente è riuscito, forse, a venir fuori. Queste due “mine vaganti”, che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra, vengono scelte per indagare in coppia su un pericoloso serial killer che finora si è fatto beffe dell’FBI e che, peraltro, sembra tenerli d’occhio da molto vicino e saperne anticipare tutte le mosse. La collaborazione fra i due protagonisti inizialmente è a dir poco disastrosa, ma poco a poco dal contrasto fra le due nature nasce una miscela che, incredibilmente, sembra funzionare perfettamente sul campo… nonché una inaspettata, sorprendente, fortissima e da principio negata, combattuta e ostinatamente taciuta attrazione erotica. Naturalmente sono queste le pagine più interessanti del romanzo, quelle in cui si assiste ai contrasti interiori di questi due protagonisti apparentemente solidi e in realtà fragilissimi e agli altalenanti avanti e indietro fra resistenze e cedimenti alla forza della passione e del sentimento (è un classico caso di “tutti abbiamo capito che si amano, tranne i due interessati”, chissà per quanto la tireranno in lungo nel corso della serie). La situazione non è esente dal rischio cliché (gli opposti che si attraggono, il passato che continua a tormentare, le fughe e i riavvicinamenti, l’incapacità di riconoscere prima di tutto con se stessi la natura dei propri sentimenti, eccetera), naturalmente, in obbedienza alle regole del genere, la componente erotica ha grande importanza (qui le scene di sesso sono in pratica un paio, ma un po’ in tutto il romanzo viene sottolineata con insistenza la grande intesa sessuale fra i due; ovviamente i protagonisti hanno entrambi un fisico bestiale e senza difetti), tuttavia vi sono anche passaggi tutt’altro che scontati in cui davvero si delineano con una certa profondità le psicologie dei protagonisti (c’è una lunga scena in cui i due semplicemente parlano a letto raccontandosi a vicenda le proprie paure: segno che le due autrici non puntano solamente a sfruttare il facile binomio “mystery”+romanzo erotico).

Certo, la parte dedicata all’indagine fa abbastanza ridere: c’è il solito serial killer che uccide le sue vittime con modalità assurdamente astruse e apparentemente inspiegabili, in realtà seguendo un suo preciso modus operandi che però non ha una vera e propria ragion d’essere (spoiler, da evidenziare per leggere: l’assassino si ispira, nel mettere in scena i macabri quadretti in cui vengono ritrovati i cadaveri, ai racconti di E.A. Poe. Perché? Nessuno ce lo dice, non ha la minima importanza nella storia, è un dettaglio come un altro, poteva essere qualsiasi altra cosa e non sarebbe cambiato nulla). Sebbene il fiuto e l’abilità dei protagonisti siano spesso sbandierati, il momento di svolta nell’indagine si verifica grazie a un’incredibile coincidenza, costruita in modo assai maldestro e scollegata da tutto il resto della storia (questa va raccontata perché è una perla; spoiler 2: uno dei protagonisti, sebbene in precedenza non si sia mai fatto cenno a questa sua passione, rivela improvvisamente di essere un avido lettore, i due eroi, con tutti i casini che si trovano ad affrontare, col fiato dell’assassino sul collo, decidono, lì per lì, di fare un giretto in una libreria, si imbattono in un volume dei racconti di Poe e si accende la lampadina); perfino un elemento vitale per venir fuori dalla situazione di pericolo finale viene gentilmente fornito ai protagonisti attraverso il più classico, implausibile e ingiustificato infodump. Alcuni passi sono piuttosto “meccanici”, con qualche ripetizione (le autrici amano le esplosioni, in cui rimangono feriti ora l’uno ora l’altro protagonista) e con una ricerca fin troppo smaccata della “simmetria” (il contrasto fra i caratteri di Ty e Zane, troppo “perfetto”, troppo insistito all’inizio, nonché il ribaltamento dei ruoli finale). Infine, la soluzione del mistero era talmente palese che non era possibile non indovinare a colpo sicuro l’identità del colpevole già a metà romanzo.

Eppure, pur con tutti questi difetti, non mi è dispiaciuto, forse proprio perché non mi aspettavo troppo dalla componente di thriller rispetto a quella sentimentale/erotica, e l’ho valutata meno importante nell’economia generale del romanzo; altri lettori la pensano in modo totalmente diverso da me: poiché Cut & Run aspirerebbe a essere considerato anche un vero e proprio thriller, le autrici non possono dimostrare così scarsa cura per questo aspetto. Per me, Ty e Zane affascinano (e commuovono) il lettore per la complessità del loro rapporto di coppia, poi potrebbero anche fare gli imbianchini piuttosto che gli agenti FBI e, almeno in questo primo romanzo, le cose non cambierebbero molto (certamente comunque questo background aiuta le autrici a giustificare lo stress e i tanti “demoni” interiori che si agitano negli animi dei due tormentati protagonisti).

Madeleine Urban & Abigail Roux, Cut & Run, voto = 3/5
Per acquistarlo on line

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1 Commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

Una risposta a “Cut & Run

  1. Relativamente allo spoiler 2 di cui sopra: confermo che l’espediente era veramente patetico perché ormai sono arrivata al libro 6 della serie e, guarda caso, non si è mai più visto quel personaggio prendere in mano un libro… Ma come? Non gli piaceva tanto leggere?

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