Knockemstiff

This review is in Italian: if you wish to read an (automatic and, therefore, maybe poor) English translation of it, follow this link: Google Translate

Curiosamente, questo libro l’avevo già “puntato” tempo fa e messo nella chilometrica lista desideri, ma poi l’avevo un po’ dimenticato; è stato messo però fra le proposte del “pozzo letterario” di ottobre di Goodreads Italia (“gioco di società” in cui si consigliano agli altri partecipanti un paio di libri, se ne sceglie uno fra quelli presentati dagli altri), e allora la mia scelta è stata quasi “obbligata”, o meglio facilitata!

Con questa raccolta di racconti l’autore, Donald Ray Pollock, nativo dell’Ohio, ci porta ad esplorare uno dei suoi angoli più sordidi, dimenticati e popolato da un’umanità svuotata o insoddisfatta: la cittadina di Knockemstiff (che io credevo frutto dell’invenzione letteraria, e invece esiste realmente: nei Ringraziamenti l’autore precisa che i suoi abitanti non sono poi così terribili come lui li dipinge nel libro, e anzi che ha bei ricordi della sua infanzia trascorsa là!), della quale nelle prime pagine si può vedere anche una mappa (in realtà non sono molte, o non sono fondamentali per la comprensione della trama, le occorrenze in cui ritornano personaggi e luoghi già visti, perciò la mappa è carina ma non è strettamente necessaria: questa cosa anzi mi ha un po’ deluso, speravo in una maggiore “coesione” dei racconti fra loro, come avveniva ad esempio in Ruggine e ossa). Le storie lì ambientate coprono un periodo che va dalla seconda guerra mondiale ai nostri giorni, e mostrano un paesaggio con pochi veri cambiamenti e vite intrappolate e con poche prospettive.

C’è chi non riuscirebbe mai a immaginare la sua vita in un luogo diverso e chi invece non vede l’ora di fuggire, realmente o solo col pensiero: e in genere, quell’unica esperienza di “fuga” o di evasione o di breve deviazione dal binario consueto dell’esistenza rimane poi a tormentare, con le sue conseguenze nefaste, o ad alleviare e riempire di nostalgia con la dolcezza del ricordo, il resto delle esistenze dei vari protagonisti. Cito rapidamente i racconti che ho più apprezzato: Knockemstiff, uno dei più teneri, in cui il protagonista ha un ultimo, segreto momento di intimità con la donna che ama prima che questa parta per sempre; Schott’s Bridge, in cui ci illudiamo brevemente che due esistenze solitarie possano finalmente incontrarsi in un’improbabile amicizia, per poi venire brutalmente delusi; Assailants, uno dei pochi in cui torna lo stesso protagonista di un racconto precedente, di cui seguiamo l’evoluzione del suo matrimonio; I Start Over, sull’improvviso e liberatorio scatto di rabbia di un uomo deluso dalla vita.

Letto in lingua originale, devo dire che per una volta forse non è stata la scelta migliore: l’inglese si è rivelato abbastanza difficoltoso per me, ricco di termini gergali e frasi idiomatiche; il senso complessivo dei periodi era comprensibile, ma qualche parola qua e là mi sfuggiva (per chi è interessato, esiste una traduzione italiana edita da Elliot). Forse però il senso di stanchezza e la difficoltà a concentrarmi che verso la metà del libro mi hanno fatto rallentare sono stati dovuti anche alla scomodità della lettura sullo schermo del computer: questo libro è stato infatti importante anche per motivi “esteriori”, avendo finalmente segnato il passaggio radicale da questa modalità di lettura a quella tramite un e-book reader (gli ultimi 2-3 racconti), decisamente più agevole.

Ma a Knockemstiff devo anche impressioni e sensazioni decisamente più gradevoli, a dispetto del contenuto spesso amaro e desolante: durante la lettura, infatti, scorrevano inevitabilmente nella mia mente immagini del viaggio in macchina lungo le strade di Nevada, Arizona e Utah; Knockemstiff si trova in effetti nell’Ohio, eppure me la sono raffigurata come quegli sparuti ammassi di case e abitazioni mobili piazzati in mezzo al deserto sotto un cielo immenso che incontravamo qua e là (in questi giorni sto anche guardando la serie Breaking Bad, con quei pazzeschi paesaggi del New Mexico).

Donald Ray Pollock, Knockemstiff, voto = 3/5
Per acquistarlo on line

Lascia un commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...