Chiedi e ti sarà tolto

Esistono anche gli acquisti sbagliati. C’è un bel blog in cui vengono analizzate dal punto di vista grafico le copertine dei libri, si chiama “Who’s the Reader?”: è da lì, e più precisamente da questo post, che ho saputo di questo libro di Sam Lipsyte, Chiedi e ti sarà tolto, la cui copertina veniva ampiamente promossa. Da lì, sono andata a vedere la trama: Milo Burke si occupa di fundraising per una mediocre università di New York frequentata da figli di papà aspiranti artisti, in seguito a una mancanza viene licenziato in tronco, ma gli viene offerta la possibilità di riavere il suo posto se riuscirà a ottenere un ingente finanziamento per l’università da un facoltoso uomo d’affari, che, si scopre, anni fa era suo amico e che, però, vuole da lui qualcosa in cambio… Veniva promessa “una tragicomica sequenza di guai” e mi aspettavo di leggere, in un’ambientazione insolita, una graffiante satira sul mondo universitario americano.

Ecco invece più o meno il contenuto del libro dopo giorni di penosa e snervante lettura, trascinandosi capitolo dopo capitolo (e imponendosi un ritmo forzato negli ultimi giorni perché davvero non ne potevo più di vedermelo sulla scrivania):

bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla sesso sesso sesso bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla battuta battuta bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla sesso scopate bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla frustrazioni varie del protagonista bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla sesso battuta sul sesso sesso battuta bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla frustrazioni del protagonista bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla odio e sarcasmi vari del protagonista verso se stesso e società bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla sesso bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla disillusione del protagonista bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla sesso bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla flussi di coscienza pieni di livore del protagonista bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla fine

Ora inorridirete tutti, ma è esattamente così che immagino i romanzi di Philip Roth, scrittore verso cui (sicuramente a torto, per carità) ho un pregiudizio negativo fortissimo: discorsi compiaciuti, elaborati e tortuosi, sarcasmo a manciate, nevrosi varie del protagonista, toni apocalittici sul destino dell’uomo (americano) del XXI secolo, scopate e/o discorsi su scopate passate o immaginate. La trama si poteva risolvere in 100 paginette, ma invece ne occupa quasi 400. Il libro in effetti serve da contenitore per i vari aforismi cinici/sarcasticamente profondi dell’autore, ce li ha voluti mettere tutti, quelli che gli erano venuti in mente, e quindi qua e là dobbiamo sorbirci scenette create ad hoc che non c’entrano nulla e allungano solo la minestra (ed ecco spiegate le 400 pagine). Secondo The New York Review of Books, quindi non l’ultimo arrivato, suppongo, “Lipsyte è di una comicità scabrosa, incontenibile, da farsela addosso per le risate”. Ma per piacere. Pessimo. Ho visto che altri su Internet lo hanno stroncato in modo più approfondito e convincente di me: leggete loro, io non voglio più perderci tempo sopra.

Sam Lipsyte, Chiedi e ti sarà tolto (trad. Anna Mioni), voto = 1/5
Per acquistarlo on line

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