Cercasi nuovo titolo

Visto che smile ecc. non mi piace più, serve un nuovo titolo: fortunatamente l’URL quello è e quello rimane. Serve qualcosa che faccia subito capire che qui si parla di libri, e a me, che non ho molto talento nell’inventare titoli fantasiosi o brillanti, erano venuti in mente:

  • my book blog: ma perché per forza in inglese?
  • anni di letture
  • quaderno delle letture
  • registro delle letture: sarebbe poi la dicitura più “precisa”, ma non è bellissima
  • in compagnia dei libri: mah
  • la mia biblioteca
  • la biblioteca di Moloch981
  • me, myself and my books: che, per evitare l’inglese, potrebbe anche diventare io, me e i miei libri. Ma di “io” e “me” intendo parlare il meno possibile, e quindi non sarebbe neanche tanto aderente ai contenuti del blog
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9 commenti

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9 risposte a “Cercasi nuovo titolo

  1. Alfonsinho

    Ciao,
    I’m not expecting to give you advices (as a matter of fact, you don’t seem to want one, do you?), but I can tell that you look to me a “books seeker”, that might become “seeking books” or whatever you like – if you like it.
    Why in English? Sometimes you can use another language to make words sound better. English’s concise, it’s good for shortness.
    Well, not always, I suppose.
    You might work out something like that in Italian or, why not, in another language. Indeed, as I’m not writing for advices, I write for ask you this: is English the only foreign language? Even if you’re not acquainted with other languages, I don’t think it would be a big deal to make a title, wouldn’t it? Still because of sounds, melodies that in your opinion might suit you and your blog.
    And to prove you that these are not advices, do you know what I love?
    Storie dentro storie. Per esempio, i segnalibri: uno con tre gatti che ho trovato in Se una notte d’inverno un viaggiatore, nella Sala Borsa a Bologna, una foglia rossa di Annecy che ho messo dentro un libro per ricordarmi di un passo e del punto del fiume dove l’avevo incontrato…
    Ognuna di esse per me è un titolo; come ciascun idioma può avere il suo ruolo, la sua ragione, il suo sentimento. O almeno il suo per te.
    Ma queste cose già le sai, suppongo. Non era qualcosa del genere che t’aveva ispirato il primo titolo?
    Well, I hope you appreciate my concern, anyway…
    Un saluto,

    Alfonsinho

    • Ciao, non era chiaro dal post, ma sì, suggerimenti e/o pareri sulla “rosa” che ho proposto sono graditissimi. Quindi grazie per il commento, innanzi tutto.
      Hai ragione, l’inglese è conciso e talvolta “suona meglio”, è anche indubbiamente la “lingua di Internet” e non sono pregiudizialmente contraria a un nuovo titolo in tale lingua. Però talvolta è abusato o si riduce a un “vezzo”: in linea generale, se troverò qualcosa che mi convince in italiano, lo preferirei (anche se al momento in pole position c’è “me, myself and my books”).
      Sulle altre lingue: non saprei. Come dici, pur non conoscendole (ho studiato un po’ di tedesco, ma ora è molto arrugginito), forse potrei mettere insieme 2-3 parole per formare un titolo. Ma mi chiedo, come si “giustificherebbe” qui un titolo in francese, ad esempio, se poi in effetti le lingue che leggo sono italiano e inglese? In altri termini, che ci azzecca? Capisco che sono sottigliezze, ma non mi sembrerebbe appropriato.

  2. PQCV, a me “smile ecc.” piace. Se non altro ha il pregio di differenziarti. Al contrario delle proposte che hai elencato, che sono tutte un po’ troppo neutre.
    Probabilmente non saprai che fartene del consiglio di una che ti legge da un po’ ma che non avevi mai sentito prima… però io te lo dico lo stesso. Se fossi in te e volessi cambiare titolo (e te lo dico dopo aver recentemente cambiato titolo a uno dei miei blog), partirei proprio da smile: tipo “smile… there’s another book to read”. O qualcosa del genere. Senza dire addio a quello che il blog è stato finora, ecco.

    • Ciao, grazie. Ci mancherebbe, i suggerimenti sono benvenuti (vedete che da sola non tiro fuori granché), anche se non avevi commentato prima: poi, a parte poche persone, non è che ci siano tanti “commentatori abituali” qui, siete tutti nomi nuovi. 🙂
      La frase “smile ecc.” in sé non ha niente che non va, piace anche a me (beh, ovvio); il “problema” è che già di partenza non è originale (è copiata dal titolo di un album di Sandi Thom… mai sentito, peraltro: magari fa pena), e poi non c’entra (più) nulla con quello che è diventato il blog negli anni. “Smile & read”, magari? 🙂

      • La frase “smile ecc.” in sé non ha niente che non va, piace anche a me (beh, ovvio); il “problema” è che… non c’entra (più) nulla con quello che è diventato il blog negli anni.

        Sì, questo l’avevo capito! E se non sei affezionata al vecchio titolo ha anche senso disfarsene. Dicevo solo per dare continuità.

        “Smile & read”, magari? 🙂

        E perché no? È quello che succede a me (e immagino anche a te) quando apro un libro nuovo: sorrido e leggo 🙂

  3. Il Palazzo

    Ricollegandomi a chi mi precede sul “family feeling” (ma lavorando in senso inverso): “books confuse people”
    Magari con segni di punteggiatura vari. Es. Books! Confuse?
    Al di là dell’effetto nostalgia /e del fatto che ci si potrebbe trovare persino un minimo di retrogusto a là Fahrenheit 451…) è che quello che trovo sia il principale valore aggiunto di questo blog letterario è il fatto che toglie un po’ “confusione” alla recensione ammaestrata che si legge su quotidiani e riviste, ma senza arrivare mai ai cahiers de doléances di invettive che si leggono altrove.
    Pane al pane e vino al vino, ma in maniera sempre equilibrata.

    PS non c’entra nulla, ma è possibile che vedremo su questo blog un recensione dettagliata della Tetralogia cinematografica Sokuroviana? O perlomeno un parere sul Faust? 🙂
    Grazie.
    Un Saluto!

    • Eccolo, il “commentatore abituale”, l’unico in effetti, o l’unico rimasto! Non ho molto tempo per il blog in questi giorni, ma intanto grazie, risponderò meglio tra un po’.

    • Mah! “Books confuse people”? Un altro motivo per cambiare titolo? Invece di essere contenta, mi dà “fastidio” avere centinaia di visite “casuali” perché cercando l’immagine dello “smilie” nei motori di ricerca viene fuori questo blog!
      Mi ha fatto piacere sapere che questi “appunti” di letture possano essere utili, perché anzi talvolta penso siano al contrario talmente “personali” che potrei tenermele per me, o che la scelta dei libri sia così eclettica da non permettere di trovare un filo conduttore.
      Ho mancato Faust quando è passato nei cinema, dovrei recuperarlo in qualche modo. Ma, in generale, credo che le mie “recensioni” cinematografiche sarebbero deludenti: ho meno dimestichezza con questo linguaggio e penso che al di là di osservazioni molto terra terra non saprei andare.

  4. Il palazzo

    Evitare le visite casuali?
    Allora ci vuole un titolo lungo, una stringa poco causale.
    Registro delle letture è un’idea, oppure per virare sul lungo (e contorto?): Appunti sparsi di una lettrice.

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