Lis(z)tomania (XV)

Mi è venuta voglia di fare una lista dei libri “della mia infanzia/giovinezza” (si parla di fine anni ottanta/prima metà degli anni novanta), fra le prime letture che ricordi, o almeno quelle più significative, per svariati motivi. Della trama di alcuni ormai ho solo vaghi ricordi, per altri invece è ancora piuttosto chiara; alcuni li ho letti e riletti, di altri scrivevo addirittura i seguiti o i finali alternativi (fanfiction anche prima di sapere che esistesse tale parola!). Elenco senza un ordine particolare.

La notte dei desideri, di Michael Ende

Di questo autore, amatissimo per La storia infinita (forse l’ho letta, ma evidentemente non mi ha lasciato un ricordo duraturo; certo che ho visto il film! …Il Nulla!!) e Momo (ce l’ho), è questo il libro, forse non fra i più famosi, che ricordo con più affetto, anche se la trama ormai mi sfugge quasi del tutto. Ne riparlavo qualche tempo fa con G. e lui mi ha aperto gli occhi su una “chicca” fantastica nascosta fra le pieghe del testo: la mitica pozione del Luciferino Salto Dimensionale…

La pietra del vecchio pescatore, di Pat O’Shea

Non amo granché il genere fantasy, lo confesso: questo è uno dei pochi che ho mai letto… una forma di masochismo, credo, perché sulla copertina campeggiava l’antagonista principale, una strega una e trina ritratta nelle sue tre forme, una donna bellissima e due orribili megere, e quest’immagine mi metteva una strizza assurda… stavo sempre attenta a prendere in mano il libro in modo da non averla davanti agli occhi (sembra che non avessi ancora capito quanto è facile rimuovere le sovracopertine…). Protagonisti erano due fratellini, e c’è una scena che mi è rimasta impressa: il loro papà acquista un cavallo, e loro notano che ne è stranamente attratto, come ipnotizzato… questo perché l’animale è stato posseduto dallo spirito della strega!!! Dio mio, mi fa ancora paura solo a scriverne… Che trauma.

Ascolta il mio cuore, di Bianca Pitzorno

Siccome mi stavo avvicinando alla fase in cui leggevo solo Stephen King e romanzi dell’orrore, non poteva mancare il capitolo “pauroso” anche in questo simpatico libro che ha per protagonista Prisca, una bambina sarda che frequenta la quarta elementare e che, mese dopo mese, vive con le sue due amiche del cuore un anno scolastico movimentato, alle prese con una nuova maestra cattivissima, la “nemica” leccapiedi e due nuove compagne povere e maltrattate (siamo nella Sardegna degli anni sessanta). Libro adorabile e anche poco consolatorio. Il capitolo pauroso era quello dedicato al mese di novembre, dove, con la scusa del giorno dei morti, venivano raccontate una serie di storie di fantasmi…

La società dei gatti assassini, di Akif Pirinçci

Di Gialli Junior ne ho letti parecchi, la copertina gialla con la striscia nera è un cult ormai, e quindi questo è anche un po’ un tributo a tutta la collana, ma questo titolo spicca per originalità, e anche per intreccio e stile, che non sono affatto da libro per ragazzini ma possono essere apprezzati anche da un adulto. Un serial killer felino che miete vittime (e vi assicuro che i passaggi splatter sono forti), i siamesi cattivi… e anche l’inaspettato erotismo della gattina sexy dal nome impronunciabile (Nhozemphtekh!) che “si accoppia” col protagonista Francis (c’è scritto proprio così! Nell’elenco dei personaggi principali! Mi sa che io il sesso l’ho scoperto leggendo di questi due, non vorrei dire).

Camilla e i suoi amici, di Sandra Scoppettone

A dire la verità, non è uno dei miei libri preferiti, o meglio, mi piacque, ma il motivo per cui lo includo è che è legato a un altro momento choc: un libro per ragazzine che, all’inizio degli anni novanta, affrontava il tema dell’omosessualità. Non solo: che faceva anche morire uno dei giovanissimi personaggi. Insomma, nient’affatto scontato.

L’assassinio di Roger Ackroyd, di Agatha Christie

Anche qui, è un tributo a tutta la serie di romanzi sull’investigatore belga con le celluline grigie, Hercule Poirot. Tutti uguali, alla fine, se ci si riflette un po’, ma il piacere di provare a scoprire il colpevole c’era sempre. Molti di questi libri sono anche legati a un luogo ben preciso, la biblioteca “per ragazzi” della mia città che cominciai a frequentare dal 1993 o giù di lì: mia madre accompagnava me e i miei fratelli e io puntualmente mi prendevo un nuovo titolo della sterminata collana dei Gialli Mondadori. Tuttavia, non è un caso se ho scelto come immagine proprio L’assassinio di Roger Ackroyd, forse il migliore e sicuramente uno dei finali più a sorpresa del genere giallo.

La serie di Vampiretto di Angela Sommer-Bodenburg

E infine. Qui non parliamo più di ricordi, qui entriamo nel territorio del mito. Dicevo prima della biblioteca “per ragazzi”, e cosa vi è più legato della serie del piccolo vampiro Rüdiger von Schlotterstein, ricordo persino l’esatto scaffale della biblioteca cui ogni volta correvo per accaparrarmi il successivo volume della saga! C’è il Vampiretto “prima versione” e c’è il “nuovo” Vampiretto, ma solo la serie originaria di 8 volumetti è rimasta nel mio cuore (con i titoli da recitare religiosamente nell’ordine a memoria: Vampiretto, Vampiretto cambia casa, Vampiretto va in vacanza, Vampiretto in campagna, Vampiretto innamorato, Vampiretto in pericolo, Vampiretto nella Valle delle Lacrime, Vampiretto torna alla sua cripta; mi piaceva soprattutto il fatto che iniziassero tutti uniformemente col nome del protagonista), anche perché la nuova serie vedeva all’opera un’altra illustratrice e aveva storie un po’ meno belle (Vampiretto che andava dallo psicologo per curare la sua fobia della luce solare…). Quella per la famiglia vampiresca dei von Schlotterstein, comunque, era divenuta per me una vera mania, con pile di fogli A4 riempiti di disegni di tutti i personaggi, compresi dei nuovi inventati da me, nonché addirittura due seguiti da me scritti (che i miei si sono dovuti leggere), ovviamente molto più cupi e “horror” degli originali (facevo addirittura morire un personaggio amatissimo…).

1 Commento

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Una risposta a “Lis(z)tomania (XV)

  1. Il palazzo

    La Pietra del Vecchio pescatore!
    Quanti ricordi, lo rilessi con entusiasmo, non so quante volte, per poi rileggerlo dopo qualche anno (2a media), per rimanere delusissimo per la “leggerezza” della storia.
    Da allora ho la fobia di rileggere libri/rivedere film a distanza di anni, temendo l’effetto delusione cosmica.

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