Ruggine e ossa

Altra lettura suggerita dal Corriere della Sera, Ruggine e ossa è l’esordio (ormai datato 2005) del giovane scrittore canadese Craig Davidson: non è un romanzo ma una raccolta di racconti. Avevo già provato a iniziarlo qualche tempo fa, ma non ero riuscita ad andare oltre il primo, non mi aveva “preso”; stavolta finalmente sono arrivata in fondo.

I protagonisti di queste brevi storie compongono una carrellata di sconfitti, nel corpo (la malattia, le ferite, le menomazioni sono un tema ricorrente) e nell’anima, che però, nonostante tutto, forse riescono a trovare un personale, a volte bizzarro, non convenzionale, a volte toccante modo di andare avanti nell’incontro con altre figure di perdenti simili a loro. Quasi tutti i racconti si interrompono sempre sulla soglia di questa possibilità di futuro, lasciando a noi il compito di immaginare il destino di riscatto o di rinuncia che seguirà.
A sottolineare ancora di più questo senso di comunione che lega i personaggi, quest’unica atmosfera che pervade l’intero libro, quasi tutte le storie sono ambientate nella stessa città canadese, St. Catharines, e hanno elementi che ricorrono o si richiamano a vicenda: personaggi che ritornano, luoghi, situazioni già viste, episodi che vengono rievocati da punti di vista differenti.

A prescindere da questa malinconica “musica di sottofondo” o “colonna sonora”, la qualità dei singoli racconti varia: il migliore per me è “Il franco tiratore” (la patetica illusione di un padre di avere ancora un rapporto col figlio che la sua passata brutalità ha irrimediabilmente allontanato), ma belli anche “Un misero servizio” (un uomo sfoga il suo senso di impotenza e frustrazione nella passione per i combattimenti fra cani), “La vita nella carne” e “Ruggine e ossa” (entrambi dedicati al mondo della boxe, o meglio al suo sottobosco meno sfavillante e più sporco e disperato), mentre meno riusciti ma comunque godibili “Rocket Ride”, “Su strade insonni” e “Attrito”; l’ultimo, “La moderna guida dell’apprendista mago”, mi è sembrato invece piuttosto bruttino e prevedibile.

Craig Davidson, Ruggine e ossa (trad. Paola Brusasco), voto = 3/5
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