Plotone di esecuzione

Recensioni arretrate 1/5: a causa della mancanza di tempo/voglia, sono rimasta indietro con le consuete recensioni addirittura da maggio. Mi hanno tormentata per giorni, finalmente sono in grado di inserirle una dopo l’altra.

Un’altra fortunatissima scoperta in un mercatino dell’usato, edizione degli anni ’70 che, purtroppo, aprendola e sfogliandola (e passando attraverso i numerosi spostamenti del viaggio in USA), ha finito per rovinarsi e scollarsi.

Sono raccolte qui svariate sentenze del periodo 1915-1918 emesse dai Tribunali militari italiani nei confronti di soldati, per lo più di basso grado, per lo più giovanissimi, provenienti da ogni parte d’Italia, giudicati colpevoli di diserzione, disfattismo, autolesionismo, propaganda contro la guerra, o la cui corrispondenza era incappata nelle maglie della censura (i curatori hanno cercato di comprendere tutte le tipologie di reato possibili).

L’argomento della prima guerra mondiale, in quanto trauma collettivo di un intero continente, mi interessa da tempo (ricordo, anni fa, la visione dei film La grande guerra di Monicelli o Un anno sull’altipiano, o lo studio del saggio Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti di George L. Mosse per l’esame di storia contemporanea): soprattutto, come altri grandi eventi della storia, cerco di recuperarne una visione “dal basso”, più che politico-istituzionale o in termini di strategia militare. Ecco perché ho in programma di leggere anche titoli di recente acquistati come Compagnia K o i diari dei soldati, o La Grande Guerra dei piccoli uomini, o perché ho giudicato profondamente bello un libro come Bollettino di guerra o mi sono dedicata con passione alla trascrizione del diario della prigionia del mio bisnonno Mario (prima, seconda e terza parte).

Qui, in ciascuna sentenza, il testo, sfrondato dai curatori delle formule burocratiche, ricorda in modo più o meno sintetico le circostanze del reato: ne risultano quadri che, se alla lunga rischiano di diventare ripetitivi, hanno però tutta la tragicità del vissuto individuale e riescono a rendere l’idea, specie quando si fa ricorso alla trascrizione di parti di discorso diretto o di brani di lettere scritte dai soldati, dell’estrema stanchezza, prostrazione, paura e rabbia, per lo più impotente, dei giovani coinvolti.

Interessanti anche i saggi iniziali dei due curatori, in cui viene sottolineata anche la grande discrezione che finiva per essere lasciata ai giudici nell’interpretazione delle norme (dovuta anche all’inadeguatezza di un codice penale militare pensato per gli eserciti del XIX secolo alle dimensioni immani e alle modalità del conflitto in atto), che dava luogo talvolta a sconcertanti disparità di trattamento.

E. Forcella, A. Monticone, Plotone di esecuzione, voto = 3,5/5
Non in commercio

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