Scene di vita quotidiana nell’Italia moderna

Anche il secondo libro finito ad aprile e ancora da recensire è stato trovato dove meno me lo aspettavo, nella locale libreria di compravendita dell’usato, uno di quei rari casi in cui hai la fortuna di trovarvi proprio un titolo che stavi effettivamente cercando.

Il titolo italiano è abbastanza fuorviante, dà l’idea di una serie di storielle pittoresche estrapolate da fonti d’archivio: più rispondente alla realtà è quello originale, The Historical Anthropology of Early Modern Italy. Apparsi originariamente in sedi e tempi diversi, i capitoli qui riuniti si propongono di studiare diversi aspetti della società italiana tra Cinquecento e Seicento (meglio, della società urbana di alcune delle maggiori città italiane dell’epoca, Roma, Venezia, Napoli, Genova) quali i cerimoniali, il catasto, i saluti, gli insulti, le beffe, l’abbigliamento, il ritratto, le feste ecc. dal punto di vista della loro strategia comunicativa. Si parte dal presupposto che ciascun gesto o “rito” (inteso in senso ampio), infatti, voglia comunicare qualcosa a qualcuno in un certo modo, e perché la comunicazione sia efficace, perché il messaggio sia compreso, è essenziale che sia seguito un codice preciso, un insieme di regole che può dire molto sui valori, o contro-valori, del gruppo sociale che le ha formulate. Ciò è ancora più vero in un contesto, quale quello italiano in epoca moderna, in cui la rappresentazione di sé e della società era altamente teatralizzata e fondata sull'”apparenza” (in questa frase non è implicito nessun giudizio morale, si pensi all’importanza della “sprezzatura”, la finzione di naturalezza, in Castiglione, o all’elogio della “dissimulazione onesta” in epoca barocca).

La parte più interessante del libro è dove l’autore presenta le fonti da lui utilizzate, illustrando per ciascuna tipologia le opportunità di lettura e i rischi di sviamento che essa può offrire (ad es., i diari dei viaggiatori stranieri dell’epoca sono preziosi perché, a differenza di coloro che vivono dall'”interno” il rituale da studiare, che vi sono quotidianamente immersi, non danno per scontati certi passaggi o certe nozioni che appaiono pacifiche a chi le vive direttamente, ma allo stesso tempo potrebbero presentare interpretazioni erronee, deformate dal background culturale e dai pregiudizi dell’osservatore; le fonti giudiziarie sono spesso l’unico modo con cui è possibile accedere al mondo dei ceti subalterni, ma, anche qui, le voci dei loro esponenti devono spesso passare attraverso il “filtro” dei giudici che ne ascoltavano, e a volte non comprendevano a pieno, le testimonianze).

Un libro concepito per lettori inglesi, o meglio anglofoni, comunque, come si nota da alcune osservazioni qua e là.

Peter Burke, Scene di vita quotidiana nell’Italia moderna (trad. Vittorio Giacopini), voto = 3/5

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