L’interpretazione dei sogni

Difficile far la “recensione” di un testo classico, e tanto più se tratta di una materia per me molto oscura quale la psicologia freudiana. In verità, il principale motivo per cui, anni e anni fa, avevo inserito questo testo nell’elenco dei libri da leggere era la pura e semplice curiosità per un argomento affascinante come i sogni, forse nell’ingenua speranza di trovare una “chiave” con cui interpretare senza sforzo i miei! Inutile dire che questo saggio è invece molto di più di un banale “libro dei sogni” utile, per chi ci crede, a suggerirci numeri da giocare al lotto. Quando, infine, una decina di giorni fa, l’ho preso effettivamente in mano, mi sono fatta prendere da un po’ di sconforto preventivo, temendo che avrei trascinato per chissà quanto tempo questo “mattone” di quasi 600 pagine senza riuscire mai a finirlo… complici pure i caratteri piccolissimi e quasi sbiaditi, tanto da rendere la lettura faticosissima! E invece, la prima metà del libro si è rivelata (inaspettatamente!) comprensibile e piana. Come già si anticipava nell’Introduzione (non firmata, forse di Renata Cotorni?), infatti, è molto forte l’impressione che non solo noi lettori, ma anche lo stesso Freud, all’epoca della stesura, sentisse chiaramente di avventurarsi in un terreno totalmente inesplorato e oscuro, di stare elaborando una teoria rivoluzionaria, e quindi la sua cautela nel procedere passo dopo passo, supposizione dopo supposizione, esempio dopo esempio, per giungere alle sue conclusioni, rende più semplice seguire il suo ragionamento. Non solo questo, però: dà anche l’idea, sempre emozionante e commovente, del travaglio intellettuale, dei dubbi, degli sforzi, e infine dell’intima soddisfazione che hanno sempre preceduto e accompagnato tutte le grandi scoperte della scienza.
Partendo dall’esame delle diverse teorie sui sogni degli studiosi che l’hanno preceduto, Freud giunge alla conclusione che, a parte un paio di eccezioni, in ciascuna ci sia una parte di verità, ma che allo stesso tempo nessuna di esse abbia mai veramente colto il punto centrale, e cioè dove e come si formino i sogni, e perché. Ed ecco quindi la sua celebre formulazione: il sogno è l’appagamento (mascherato) di un desiderio (represso). Desideri provenienti dalla regione del nostro inconscio, spesso risalenti al periodo dell’infanzia, si servono di impressioni più recenti, per lo più indifferenti, si nascondono dietro di esse, le trasformano, per poter giungere all’appagamento del sogno: o meglio, questo lavoro di mascheramento è operato in realtà da un residuo della nostra parte preconscia, che, applicando un sistema di censura, evita che le pulsioni del nostro inconscio, spesso inconfessabili, imbarazzanti, primitive, si mostrino palesemente alla luce per quello che sono. I sogni ci sembrano spesso assurdi e insensati, quindi, perché i pensieri e i desideri che l’hanno effettivamente suscitati hanno subìto processi di spostamento, condensazione, occultamento tali da non renderli più riconoscibili alla coscienza, da renderli “innocui”. Questa, secondo Freud, la grande funzione del sogno, tutt’altro che un processo bizzarro e incomprensibile o peggio ancora inutile, come qualcuno prima di lui aveva sostenuto. Leggendo, è affascinante scoprire e immaginare la quantità di forze contrastanti che si agitano nella nostra mente, e come tutte però abbiano un loro ruolo preciso e perfetto, così come nessun elemento nei sogni, dopo l’analisi, al contrario di quanto si possa pensare, si possa davvero definire assurdo o casuale.
Fino a qui, dunque, ho seguito senza eccessivi problemi il testo, naturalmente incontrando pur sempre, però, talvolta, passi decisamente più tecnici e difficili. Di grande utilità, comunque, e di grande fascino, erano i racconti di sogni usati per esemplificare singoli aspetti della teoria: non solo sogni riferiti a Freud da suoi pazienti in analisi, ma anche sogni dello stesso autore, che quindi per primo si sottopone al suo metodo di autoanalisi (e in più punti del libro traspare quanto debba essergli costato mettersi a nudo in questo modo per amore della sua ricerca).
La seconda parte del saggio è molto più ardua e complessa, e lì ho veramente stentato.

Comunque la domanda è: le teorie di Freud mi saranno utili per interpretare le mie visioni oniriche? Il caso ha voluto che mentre leggessi questo libro facessi due sogni (tre in realtà, se non quattro, ma questi ultimi non sono stati annotati con cura e ormai li ho quasi completamente dimenticati) piuttosto vividi. Tenendo fermo il principio che in essi veniva appagato, in modo più o meno mascherato, a seconda della necessità, un desiderio che poteva o no essere stato da me represso nella vita cosciente, ho cercato, molto superficialmente, di capire quale. Il metodo di Freud prevede di partire dalle immagini del sogno e proseguire per associazioni di idee, assolutamente senza preconcetti, senza domandarsi il perché di collegamenti apparentemente insensati: facendo così, in genere egli, su di sé o assieme ai suoi pazienti, riusciva a individuare il nucleo psichico del sogno, l’elemento più importante soffocato dai travestimenti della censura. In genere il desiderio, o il ricordo, risaliva spesso all’infanzia e riguardava qualche pulsione sessuale del bambino. Dico la verità, io non avevo molto tempo per impegnarmi seriamente in questo lavoro, che fatto con coscienza richiede notevole dispendio di tempo ed energie, perciò il mio tentativo di analisi è stato assolutamente risibile, però, per gioco, lo annoto qui.

Notte tra il 19 e il 20 gennaio 2011. Sono a un concerto in cui deve suonare F., la sala, piena, ha qualche vaga somiglianza con l’oratorio in cui c’è stato il concerto dello scorso novembre, io sto sulla parte sinistra della platea, ovvero lui è alla mia destra. F. comunque non sa che ci sono; non è seduto a un pianoforte, ma a una semplice tastiera, alla sua sinistra è seduta M., alla sua destra un’altra persona, forse C.; non ricordo (o non è chiaro) se anche loro suoneranno. Qualche parola introduttiva sul pezzo che sarà eseguito, poi F. attacca, un brano molto vivace e brillante. A un certo punto, però, si interrompe: lo spartito che ha sul leggio è incompleto, ha dimenticato gli ultimi fogli, come spiega M. ad alta voce al pubblico mentre lui si alza, raggiunge una poltroncina in platea su cui è la sua borsa e recupera i fogli, imbarazzatissimo. A parte M. che spiega la situazione, in sala silenzio gelido di tomba. Ho l’impressione che M. sia veramente arrabbiata per questa figuraccia incredibile, come se – forse – il pezzo che F. stava suonando fosse stato composto da lei e F. ne avesse rovinato la prima esecuzione. Mentre lo guardo tornare alla tastiera, soffro tantissimo per lui, per questa figuraccia imbarazzante.

Come si concilia questo sogno decisamente angosciante e sgradevole con la teoria freudiana del sogno come appagamento (mascherato) di un desiderio (represso)? Forse che non vorrei che fosse tanto legato a M. perché ne sono gelosa, e quindi godrei se lei si arrabbiasse con lui? O un suo fallimento gli alienerebbe la simpatia e l’ammirazione delle altre donne, e potrei essere la sola a consolarlo? Sono spiegazioni molto superficiali che sicuramente non colgono nel segno, e che tengono forse in eccessiva considerazione il contenuto manifesto del sogno, che invece è l’aspetto in genere più trascurabile. Ho poi subito sbagliato perché, a distanza di tutto questo tempo, non riesco più a ricollegarlo con le esperienze del giorno precedente, con le quali doveva esserci per forza un nesso e che avrebbero potuto fornire qualche spunto. Mi sono bloccata qui e non penso che riuscirò a ricavarne molto altro. Se non altro è consolante sapere che, anche nel sogno apparentemente più carico d’angoscia, al suo nucleo vi sarà sempre e comunque un desiderio appagato.

Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni (trad. Elvio Fachinelli, Herma Trettl), voto = 3/5

Annunci

4 commenti

Archiviato in Classici, Libri, Saggistica, Sogni

4 risposte a “L’interpretazione dei sogni

  1. Allora, ho letto questo bellissimo libro a 17 anni. Con grande attenzione e piacere. Ricordo la soddisfazione che provai chiudendo l'ultima pagina: sì, adesso ero pronto a scavare nel mio inconscio!
    Be', fino ad allora ricordavo con grande facilità i miei sogni, ed erano veri e  propri film che una volta sveglio mi rivedevo mentalmente, da allora ho SMESSO DI RICORDARLI! Quando capita (3, 4 volte all'anno, non di più) è veramente un'eccezione e comunque riesco a ricordare pochissimi particolari! Avevo sottovalutato le mie "difese"! 😉
    Un abbraccio

  2. Ciao ,sono Lorenza. Ho letto l'interpretazione dei sogni molto tempo fa e l'ho trovato molto bello , mi pareva di essere condotta dal dott.Freud in persona lungo i percorsi seguiti dal suo lucido intelletto . In un periodo della vita mi sono sottoposta ad analisi e facevamo uso dei sogni , che arrivavano in massa , con urgenza . Credo che nella vita se capisci sul piano razionale un pò ti serve , ma se capisce l'inconscio fai il salto di qualità. Io sono guarita per prima cosa da un serio disturbo fisico diagnosticato in ospedale , sembrava un miracolo. I sogni parlano più o meno chiaramente , potrei raccontarti cose molto belle, ma non è la sede giusta . Bellissimi i saggi di Freud sul Re Lear e su Leonardo, se ti capita , sono facili, è lui, il dottore a guidarti. Ciao , bello il tuo blog.

  3. Ciao Lorenza, grazie. Sì, infatti mi sono dovuta ricredere su un preconcetto che avevo: Freud (o per lo meno questo suo saggio) non è per nulla astruso o incomprensibile. Al momento l'altra sua opera che mi incuriosisce di più (e che ho scoperto proprio leggendo L'interpretazione dei sogni) è Psicopatologia della vita quotidiana.

  4. Pingback: Psicopatologia della vita quotidiana | libri ... e basta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...