La lettrice

Questo libro mi fu suggerito da Enrico quando ci incontrammo a Roma.
Non è un romanzo, ma una specie di “confessione” fatta dall’autrice, Annie François, di mille manie, idiosincrasie, feticismi, piaceri segreti, abitudini astruse, irrazionali, a volte anche masochistiche ma che per il malcapitato hanno una loro perversa e inflessibile “logica”, più o meno comuni a chi abbia una (in)sana passione per i libri. Si legge in pochissimo tempo perché è strutturato in brevissimi capitoletti non sequenziali che analizzano ciascuno un aspetto diverso della materia, dalla posizione preferita all’angosciosa scelta del libro da portare in vacanza (ma anche, aggiungo io, dal parrucchiere, in treno, dal dentista…), dalla dislocazione dei libri in casa al tormento di doverne buttar via qualcuno per fare spazio.
Le considerazioni dell’autrice sono simpatiche quando si mantengono su toni generali: tutti noi capiamo benissimo la tragicità del momento in cui siamo costretti a prestare un libro a un amico, o all’inverso le mille paranoie che ci facciamo quando ne maneggiamo uno altrui prestatoci, così come la seguiamo perfettamente, anche senza condividere sempre i suoi gusti, quando ci descrive le sue preferenze (segnalibro sì/no, sottolineature sì/no, formato grande o formato tascabile, il fascino dei refusi, l’odore della carta, ecc.), ridiamo quando invece evidenzia vizi e tic “universali” (la sordità momentanea, l’estrema irritabilità quando si viene interrotti di chi legge, la scelta del libro che procede in assoluta anarchia o al contrario per “periodi” ben definiti, il fastidio per chi prova a sbirciare il libro che abbiamo in mano ma la tentazione irresistibile e ipocrita di farlo a nostra volta ad altri, l’ansia o crisi di astinenza che ti spinge, in casi disperati, a leggere di tutto, dal volantino pubblicitario alla guida TV di mesi prima).
A volte (spesso, soprattutto nella seconda parte del libretto), però, l’autrice abbandona il generale per addentrarsi fin troppo nel particolare del suo vissuto. Va bene, in qualche caso è utile per esemplificare un atteggiamento. Ma, francamente, di come si dividano gli spazi e si organizzino le rispettive librerie lei e il suo compagno, non ce ne può fregare di meno. Di tanti piccoli aneddoti della sua vita, idem. Voglio dire, chi ti conosce, sei Annie François, mica Proust. E poi è un po’ irritante questa sequela interminabile di nomi di amici/parenti/colleghi, François, Jean-Robert, Sylvie, Louis, Virginie, Cocò, Gegè, Nanà, bla bla bla, che spuntano a ogni pagina. Sì, forse traspira un po’ di puzzetta sotto il naso da “intellettuali parigini tanto chic”. Senza contare che alcune fisse della François, questo suo vivere, fare scelte, pensare continuamente in funzione dei libri, sembrano un pelo esagerati persino a me! Andiamo, chi va in vacanza portandosi dietro una cassa intera di volumi da leggere, sia pure in due? Ogni tanto bisognerà pure fare altro! L’ultimo particolare che mi ha un po’ indisposta, ma qui è tutta invidia, temo: l’autrice, oltre a essere presumibilmente ben messa economicamente (ci informa che lei e il suo compagno vivono in un appartamento parigino di tre piani, letteralmente invaso in ogni angolo dai libri: solo lui ne ha circa 10.000), lavora in una casa editrice, e dunque riceve un buon numero di copie omaggio… Aaargh!!!

Va beh, insomma, senza pretendere troppo, senza caricarlo di eccessive aspettative, è un libretto veloce e gradevole per una domenica di Ferragosto in città.

Annie François, La lettrice (trad. Francesco Bruno), voto = 2,5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

1 Commento

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Una risposta a “La lettrice

  1. Sembra interessante questo libro!Aggiungo alla lista delle prossime letture..:)

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