L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Innanzi tutto, due cose. Questo è uno dei pochissimi (va beh, diciamo “pochi”) libri acquistati e letti da mio fratello P., e quindi, visto che 9 volte su 10 questi pochi sono per me incomprensibili testi di matematica, fin da quando, in occasione di un passato ordine on line, egli mi aveva espressamente chiesto di inserirlo, questo titolo mi aveva incuriosito poiché non rientrava in tale casistica. Non conoscendolo per nulla, credevo poi che fosse un libro di narrativa e, prima di esaminarlo “dal vivo”, ero convinta che la frase del titolo, “l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, dovesse essere intesa come “l’uomo che barattò sua moglie per un cappello”!

Invece no, l’uomo in questione aveva proprio confuso sua moglie con un cappello (in questo caso il titolo originale, The Man Who Mistook His Wife for a Hat, non era per niente ambiguo). L’autore, Oliver Sacks, è infatti un illustre neurologo, e qui presenta una serie di casi clinici che ha incontrato nel suo lavoro (l’opera è del 1985). Non è tanto il gusto del “caso strano” a muoverlo, ovviamente: certo, c’è anche questo, e c’è anche un notevole talento narrativo e letterario, il che penso sia uno dei motivi del successo del libro anche al di fuori del pubblico specializzato. Scegliendo però di non ridurre i suoi pazienti a “fenomeni da baraccone” o a semplici elencazioni di sintomi e patologie ma di raccontarne anche in modo molto partecipato le storie, Sacks muove anche una critica a certa neurologia impersonale e troppo concentrata su schemi e processi astratti (che evidentemente all’epoca era in voga: è possibile, e anzi è molto probabile, che, essendo un testo del 1985, nel frattempo molte cose siano cambiate, così come che alcune teorie, supposizioni e riflessioni di Sacks siano a loro volta superate), in favore di quella che lui chiama una “scienza romantica”.

La lettura non è sempre facile: come ho detto, il libro non vuole essere una carrellata di “freaks”, ma un testo scientifico, sia pure di taglio divulgativo, e quindi parecchi termini medici sono di difficile comprensione per il profano. Tuttavia, la struttura dell’opera è piuttosto chiara: Sacks divide i suoi casi in quattro categorie, a seconda del tipo di danno neurologico che presentano, o meglio dell’effetto di questo danno sulla vita del paziente (perdonatemi se userò termini poco precisi). E quindi, i pazienti che soffrono di una perdita, totale o parziale, consapevole o meno, di una facoltà del cervello (l’uomo colpito da agnosi visiva che non è più in grado di riconoscere gli oggetti alla vista, e quindi “scambia sua moglie per un cappello”, l’uomo che dimentica costantemente tutto un minuto dopo che avviene, la donna che non “sente” più il proprio corpo), o, all’inverso, coloro che sperimentano un potenziamento abnorme di certe facoltà (sindrome di Tourette, prodigi di memoria o di calcolo, tic incontrollabili).

Soprattutto nella prima parte, bisogna ammetterlo, queste patologie hanno una sorta di perverso e terrificante fascino da quanto appaiono “strane”, “bizzarre”, e soprattutto spesso angosciosamente “inspiegabili” e “irreversibili”. Per fortuna c’è sempre l’intervento del dr. Sacks a riportare al centro dell’attenzione il fatto che dietro la malattia c’è una persona, a sottolineare gli sforzi di capire dei medici, la collaborazione che a volte si instaura tra costoro e questi difficili pazienti, i tentativi, i successi, molto più spesso gli insuccessi o i successi solo parziali, e anche a porre interessanti interrogativi filosofici o etici.

La considerazione che suscita la lettura di questo libro è forse la più banale possibile ma è che il cervello umano è un mistero fitto. L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello ha anche una propria pagina su Wikipedia. Sacks è anche autore di Risvegli, da cui è stato tratto un film.

Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (trad. Clara Morena), voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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