La sposa dell’aria

Secondo libro di giugno (mese della narrativa italiana): La sposa dell’aria, di Marco Albino Ferrari. Anche questo molto recente e di cui ho sentito parlare grazie a una recensione del Corriere della Sera; ma, curiosamente, sono diversi, oltre a questi, i punti di contatto con il precedente La sposa gentile. Intanto, i titoli simili, e poi l’ambientazione, entrambi in Piemonte ed entrambi negli anni tra la fine dell’Ottocento (1893 La sposa dell’aria) e i primi anni del Novecento (La sposa gentile inizia proprio nel 1900, con un’appendice finale nel 1938). E al centro di entrambi c’è, come da titolo, un matrimonio, ancora tra un uomo più anziano e dalla personalità dominante e una donna giovanissima e di umili origini. Non era chiarissimo, in La sposa gentile, se le vicende narrate fossero ispirate a persone realmente esistite: se fosse così, si avrebbe allora l’ennesimo punto in comune.

Qui, infatti, Marco Albino Ferrari ha scelto di romanzare un fatto realmente accaduto, e che suscitò un certo scalpore nelle cronache dell’epoca. Siamo nel 1893, e Giuseppe Charbonnet, “ammiraglio dell’aria”, intraprendente ed entusiasta appassionato di voli in aerostato, sta per sposare, a sorpresa, lui già cinquantenne, la sua giovanissima e bellissima cameriera, Annetta, e ha deciso di stupire tutti partendo per il viaggio di nozze a bordo del suo aerostato, la Stella. Solo che qualcosa non va per il verso giusto e la coppia, assieme a due amici, si ritrova dispersa tra i ghiacciai delle Alpi…

Se tralasciamo il fatto che la descrizione presente alla pagina di IBS svelava anche un importante colpo di scena che avviene circa a tre quarti del libro, e che quindi mi ha rovinato tutta la sorpresa (ma d’altronde, come dicevo, la vicenda è nota, in quanto realmente avvenuta), la lettura è stata fra le più avvincenti che ricordi: Ferrari ha talento per i romanzi di avventure, ho letto quasi tutto il libro in un’unica notte, posandolo sul comodino per dormire molto tardi e molto a malincuore. Finalmente una storia che appassiona senza dover ricorrere ad ammazzamenti (non che questi ultimi mi dispiacciano in assoluto: ma ormai sembra che per costruire una trama non se ne possa fare a meno).

Ma, a parte questo, deliziosi i personaggi, a cominciare dalla coppia di sposini, lo sfortunato Charbonnet e soprattutto Annetta, che, nonostante la scarsa mole del libro, viene tratteggiata benissimo nel suo oscillarsi tra i dubbi sui suoi veri sentimenti per un uomo tanto più vecchio di lei e quasi sconosciuto, la scoperta della sessualità, l’eccitazione ancora fanciullesca nel trovarsi al centro di una grande avventura, il coraggio nell’affrontare una situazione rischiosa e difficilissima.

Marco Albino Ferrari, La sposa dell’aria, voto = 4/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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