I tribunali del matrimonio

Un caso strano, un libro che ero convinta di aver già letto, mentre invece, dopo aver verificato, ho scoperto che non era così! Il volume, uscito nel 2007, conclude la “tetralogia sul matrimonio” in età moderna curata da Silvana Seidel Menchi e Diego Quaglioni, che comprende anche Coniugi nemici. La separazione in Italia (secoli XII-XVIII) (2000), Matrimoni in dubbio. Unioni controverse e nozze clandestine in Italia dal XIV al XVIII secolo (2001) e Trasgressioni. Concubinato, adulterio, bigamia (secoli XIV-XVIII) (2004), e che si fonda su una ricerca d’équipe concentrata sulle fonti giudiziarie conservate presso gli archivi ecclesiastici italiani. Naturalmente, lo snodo fondamentale è il Concilio di Trento e la rivoluzione da esso impressa al concetto di matrimonio, da contratto privato tra famiglie a sacramento. Essendo l’ultimo della serie, questo volume funge un po’ da summa dei risultati conseguiti (i vari saggi sono in effetti le relazioni tenute dagli studiosi intervenuti a un convegno svoltosi nell’ottobre 2001).

Dopo le relazioni dei due curatori, seguono quelle dei ricercatori che materialmente si sono andati a spulciare le centinaia e centinaia di fascicoli dei processi tra Feltre, Verona, Trento, Venezia e Napoli, che espongono i dati quantitativi ricavati dalla compilazione di un database. Siccome in genere questi lavori “di fatica” vengono affidati a qualche “malcapitato” dottorando, me li immagino giovani ed entusiasti, un po’ mi sono immedesimata e un po’ li ho anche invidiati (i loro nomi sono Cecilia Cristellon, Valeria Chilese, Marina Poian, Ulderico Parente, Pierroberto Scaramella e Luca Faoro).

Tuttavia, a differenza degli altri volumi, quest’ultimo aveva forse un tema meno definito, come si intuisce anche confrontando i titoli; e quindi erano due i rischi in cui si poteva incappare, e che secondo me qua gli autori infatti non riescono ad evitare: o si tende a ripetere più e più volte le stesse cose (eventualità d’altra parte frequente nei volumi collettanei, tanto più se riportano comunicazioni orali tenute a un convegno), oppure si interpreta il tema in modo eccessivamente libero e si finisce per parlare di un argomento magari caro e sul quale si è profondamente esperti ma che non è strettamente attinente (è il caso del saggio di Christine Meek, che tratta delle usanze matrimoniali a Lucca, e che coi processi e i tribunali ha poco a che fare). Oltre tutto, il fatto che l’attenzione non si concentrasse su uno specifico settore di indagine ha fatto sì che i casi concreti di studio presentati fossero molto meno che in precedenza.

Comunque, interessanti gli squarci aperti, a mo’ di confronto, con la Svizzera e l’Olanda riformate, molto bello il saggio di Daniela Lombardi, un’istruttiva riflessione metodologica sul ruolo complesso dei giudici/confessori/mediatori dei tribunali ecclesiastici di antico regime e sul modo di leggere questo particolarissimo tipo di fonti, quello di Giuliano Marchetto sul concetto di “metus reverentialis” nel diritto, quello di Ermanno Orlando sul tema delle “spose bambine”, e soprattutto i tre saggi conclusivi, leggermente “eterodossi” rispetto al resto dell’insieme e interdisciplinari (difatti la sezione che li racchiude si intitola “Connubi documentari”). Cause matrimoniali e iconografia nuziale, di Silvana Seidel Menchi, rintraccia i differenti segni dell’iconografia del matrimonio in una serie di dipinti pre e post Concilio; Sposi in pittura, di Beatrice Paolozzi Strozzi, ripercorre invece l’affascinante storia di un singolo, splendido, ritratto di coppia, il Ritratto di Ludovico Capponi e Maddalena Vettori Capponi, di Bronzino e aiuti. L’unico appunto che si può fare è che la qualità delle immagini è scadente, i dettagli non si percepiscono, il che penalizza alquanto saggi che si fondano proprio sulle fonti iconografiche: d’altra parte, il volume, di oltre 800 pagine, già costa 44€ (le edizioni del Mulino sono carissime!), metterci anche riproduzioni a colori avrebbe fatto lievitare assai il prezzo. Infine, Matrimonio tridentino e scritture parrocchiali, di Francesca Cavazzana Romanelli, offre una vivace e partecipata carrellata sull’umanità delle parrocchie veneziane del XVI secolo, così come affiora dai registri dei matrimoni compilati, con maggiore o minore perizia, dai vari parroci.

Silvana Seidel Menchi, Diego Quaglioni (a cura di), I tribunali del matrimonio (secoli XV-XVIII), voto = 2,5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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