Bel-Ami

Questo mese di aprile è dedicato ai cosiddetti “classici della letteratura”.
Ho iniziato con il romanzo Bel-Ami, di Guy de Maupassant, la narrazione, intrisa di sarcasmo e cinismo, dell’inarrestabile ascesa sociale di un individuo privo di scrupoli, Georges Duroy.
È sempre interessante vedere come certi classici non invecchino mai. Georges Duroy è un giovane di scarsa cultura e tutto sommato abbastanza mediocre, ma dalla sua può contare su una sfrenata ambizione, su un’invidiabile riserva di fiducia in se stesso, e soprattutto su un sex-appeal irresistibile che fa cadere tutte le donne ai suoi piedi. Saltando da un letto all’altro e sfruttando senza ritegno tutto e tutti, riesce a farsi strada nel mondo del giornalismo, lui che, senza la dettatura della moglie di un suo amico, che poi finirà per sposare, non sarebbe stato in grado neppure di iniziare il suo primo articolo. Senza voler eccedere nell’attualizzazione a tutti i costi, a me la vicenda ha ricordato per certi versi il velinismo imperante di oggi, ma più in generale l’antimeritocrazia al potere (si candida al premio di miglior scambio di battute del 2010 questo, fantastico, perfidissimo, tra il protagonista e il suo vecchio amico Charles Forestier, che avviene all’inizio del romanzo, quando Charles propone a Georges, che a Parigi conduce una vita di stenti, di tentare la carriera di giornalista: “Ce l’hai la licenza liceale?” “No. Sono stato bocciato due volte.” “Non importa, dal momento che gli studi li hai fatti. Se si parla di Cicerone o di Tiberio, tu sai, approssimativamente, di che cosa si tratta?” “Sì, approssimativamente.” “Basta, nessuno sa di più, salvo una ventina di imbecilli che non sono mai stati capaci di concludere qualche cosa.”).
Le similitudini non finiscono qui. Il giornale in cui lavora Georges è poi in realtà nient’altro che lo strumento di cui si servono il direttore della testata e i politici suoi amici per pilotare l’opinione pubblica e concludere colossali speculazioni finanziarie: notizie completamente inventate, quando non apertamente commissionate dai ministri del governo, articoli che si riciclano all’infinito modificando qua e là qualche dettaglio.
E poi, continuamente, l’ossessione per i soldi, per la ricchezza da sfoggiare nel modo più volgare e chiassoso possibile, oggetto all’apparenza di critica moralistica ma in realtà di una segreta invidia.
Insomma, non concedendo il minimo spazio al sentimento (Georges sposa Madeleine, la vedova dell’amico Charles, del resto un’arrivista al pari di lui, perché ne è sinceramente attratto, ma non esita poi a tradirla e a scaricarla brutalmente quando gli si presenta un partito migliore; la sua amante storica, Clotilde, per la quale pure in fondo prova affetto, viene da lui continuamente riempita di promesse e bugie, presa e lasciata senza che ella si faccia venire un sussulto d’orgoglio; la moglie del direttore del giornale viene crudelmente sedotta e usata e poi, all’ultimo, deve anche subire lo strazio di vedere l’amato Georges sposare sua figlia), il protagonista corona il suo trionfo.

Mi sembra perfino superfluo, trattandosi di Maupassant e non del primo che capita, dire che il libro è scritto magnificamente, che contiene certe finezze nella descrizione dei rapporti uomo-donna veramente preziose e che, pur essendo uscito nel 1885, è più sensuale ed erotico di molta roba recente. Unica nota di demerito la presentazione di Giuliano Gramigna: appena 4 paginette in cui però non si capisce un accidenti, come la critica letteraria spesso si compiace di fare.

Ho appena scoperto che nel 2011 ne uscirà una versione cinematografica con protagonista Robert Pattinson… Diciamo che per il ruolo di Georges avrei preferito qualcuno con un po’ più di carisma e dall’aria più tenebrosa, non l’ultimo idolo delle teen-ager.

Guy de Maupassant, Bel-Ami (trad. Orsola Nemi), voto = 4/5

1 Commento

Archiviato in Classici, Libri, Narrativa, Narrativa in lingua francese

Una risposta a “Bel-Ami

  1. questa tua recensione mi ha fatto venir voglia di leggere un classico che manca al mio appello…o prima o poi lo richiederò in biblioteca.. magari in lingua..complimenti per il tuo stile!

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