Sospensioni di gravità

Anche questo secondo libro di Daniele Passerini presenta una cornice sapientemente costruita: come Ventidue passi d’amore era incentrato sulla numerologia e sulla Cabala, così qui le poesie si dispongono secondo i cicli lunari e lo scorrere delle stagioni. E in più, ciascuna poesia riceve l'”influsso” di un particolare pianeta, come è indicato dal simbolo che la precede, il cui significato viene spiegato nella sezione “7 orbite di lettura” all’inizio del libro. Mi piace questa ricerca di corrispondenze “sotterranee” che regala ulteriori messaggi ai versi. L’autore stavolta rimane maggiormente sullo sfondo, o meglio, l’ispirazione è sempre tratta dalle proprie vicende personali, ma queste vengono narrate con minori particolari, così che l’opera ne guadagna quanto a dimensione “universale”. È una poesia, quindi, che si sforza assai per fornire al lettore tutte le chiavi di interpretazione di cui ha bisogno: sembra quasi che Daniele cerchi di farci seguire passo passo tutte le sue riflessioni… Alla stringatezza delle poesie si contrappongono gli estesi passi in prosa ad apertura e chiusura del libro: è bene anzi che sia così visto che qui, a differenza che in Ventidue passi d’amore, il racconto autobiografico, come detto, è solo accennato, meno evidente, e allora il gioco dei rimandi rischiava di risultare eccessivamente intellettuale e cervellotico.

Si nota una maggiore disinvoltura di Daniele nel padroneggiare la tecnica: molto più che nell’opera precedente, l’autore “gioca” con le parole (“2/3. Giochi di regina”, “2/4. Anagramàta”, “7/4. Adpunto esoterico”) o con la stessa struttura dei versi (“5/4. In bilico”), dando luogo a risultati divertenti e divertiti.

Uno dei temi centrali del libro è l’incontro con l’altro, da affrontare senza paura ma anzi con la consapevolezza che saprà insegnarci molto su noi stessi: in questo senso una delle mie poesie preferite è “5.1. Il coraggio della vela”, che secondo me è abbastanza paradigmatica del messaggio che vuol dare l’autore:

Stella che dai la rotta, ingannami,

ch’io possa ritrovar la vera casa.

Vento che mi riempi, portami,

ovunque sia, purché con te.

Io la interpreto così: intanto, è necessario avere “coraggio” nella navigazione; “ingannami”, cioè fammi seguire una rotta diversa dalla solita, da quella che mi aspetto, inesplorata, che però, alla fine, è proprio quella che mi porta alla “vera” casa, che è “con te”. Analogamente, su questo tema dell’andare oltre le proprie certezze, dell’apertura improvvisa di un mondo ignoto e ricco che è tipica dell’esperienza amorosa, anche “1/1. La falena” e “7/1. Mi ami”, altre due mie preferite.

In conclusione, e per giustificare il “voto” più basso rispetto all’opera precedente, una lettura che mi ha meno “toccato” personalmente ed emotivamente rispetto a Ventidue passi d’amore, ma più raffinata ed elaborata

Daniele Passerini, Sospensioni di gravità, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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