Il correttore di bozze

Perché è da un po’ che non ricordo l’origine del mio interesse per i libri? Eppure questi ultimi non sono “storici”, che aspettano da anni e anni di essere letti, sono nuove aggiunte. Va beh!
È possibile che questo Il correttore di bozze di Francesco Recami sia stato selezionato perché mi faceva simpatia il titolo, o per la copertina, o perché la trama sembrava abbastanza bizzarra. Si tratta infatti di uno di quegli esempi col libro nel libro.
Si inizia con quello che sembra una specie di thriller: una signora viene abbordata da un ragazzo in un supermercato, i due fanno sesso ma vengono spiati, da chi?
Ma poi si scopre che quel che abbiamo letto finora è un racconto che il nostro correttore di bozze sta appunto correggendo (e infatti qua e là affioravano i refusi, tanto che, se non eri a conoscenza del trucco, e io purtroppo lo ero in anticipo, ti chiedevi come avesse fatto Sellerio a pubblicare un testo così infarcito di errori). Un racconto che fa acqua da tutte le parti, per altro, e scritto malino: perfidissimi i commenti del correttore di bozze senza nome sullo stile dell’Autore, e implicitamente su un certo stile ormai abbastanza comune, esageratamente “pop” (basta con questi “romanzetti infarciti di testi di canzoni, di ricette, di cambi di narratore, di regolamenti del Risiko, dei nomi dei personaggi dei fumetti”!). Ma il racconto forse tracima nella realtà: la signora protagonista del racconto è un personaggio fittizio o esiste realmente? E poi, il correttore, che già è in guerra con tutto l’ambiente editoriale che valuta ormai il suo lavoro meno di zero ed è da lui disprezzato, inizia a sentirsi, non so come dire, preso in trappola, come se quello scritto che gli avevano sottoposto fosse troppo pieno di errori per essere vero. Una cosa abbastanza strana, quindi, che diventa ancora più strana nella seconda parte del libro, quando la trama gialla, che sarebbe il finto romanzo da correggere, va avanti lungo binari sempre più aggrovigliati e sembrerebbe che l’Autore (del romanzo) si sia un po’ chiuso in un vicolo cieco, mentre il correttore si lascia andare a riflessioni sempre più estemporanee sull’editoria, sul suo lavoro, etc. etc. che sembrerebbero non entrarci nulla, e nel frattempo sulla pagina stampata si accumulano refusi, errori, ripetizioni, testo disposto stranamente.
Alla fine non ci si capisce quasi niente. Qualcuno che ha letto il libro e ha messo i propri commenti su Internet lo ha giudicato una genialata, qualcun altro una boiata pazzesca senza alcun senso. Io sto un po’ nel mezzo, la seconda parte è davvero un po’ troppo astrusa, ma nella prima mi sono divertita, non fosse altro perché mi sono identificata nel meticoloso e pignolo correttore che nota gli accenti sbagliati (quando acuti, quando gravi), i doppi spazi, le maiuscole, gli “orfani” e le “vedove”, e che commenta acidamente sullo stato dell’editoria italiana. Mi sono anche, uso questa parola veramente troppo forte ma in mancanza di una altrettanto efficace che ora non mi viene in mente, “commossa” a leggere dell’importanza che per il protagonista assumono questi minutissimi dettagli, ben sapendo che all’Autore e ai suoi datori di lavoro alla fin fine non gliene importerà alcunché, se scoverà gli errori più impensabili non apprezzeranno il suo sforzo, se non ne individuerà altri lo accuseranno di aver lavorato male, oppure l’Autore reagirà sdegnato alle sue proposte di correzione, e comunque, tirando le somme, lui verrà pagato una miseria.
Non un romanzo che comprerei (l’ho preso in biblioteca e ho provveduto, una volta finito, a cancellarlo senza esitazioni dalla Lista desideri di IBS), ma che dal punto di vista “tecnico” offre riflessioni interessanti, a chi, come me, importa anche di queste cose.

Francesco Recami, Il correttore di bozze, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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1 Commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa italiana

Una risposta a “Il correttore di bozze

  1. utente anonimo

    E qui c’è http://secondopiano.altervista.org/ il blog del correttore di bozze/editor.
    Blog interessante, a mio parere
    ciao
    Franz Joseph

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