La misura del mondo

Non ricordo assolutamente perché avessi comprato questo libro.
Una sorta di “vite parallele” tra Alexander von Humboldt e Carl Friedrich Gauss, il romanzo viene definito “filosofico” e probabilmente vuole comunicare qualcosa, ma io non ho capito cosa. Infatti mentre superavo pagina 220 o giù di lì mi è apparso chiaro che stavo arrivando alla fine senza essere riuscita a comprendere il motivo degli elogi sperticati che erano stati fatti all’opera e all’autore secondo quanto riportava la quarta di copertina.
Probabilmente un invito alla ricerca della conoscenza, ad aver fiducia nelle potenzialità della ragione e della scienza, ma forse anche no. Una riflessione sulla solitudine del genio, almeno così mi pareva all’inizio, nei capitoli sull’infanzia di Gauss, ma chissà.
Comunque, la tanto decantata ironia della scrittura ha smesso di far colpo su di me abbastanza presto: a forza di tratteggiare con “affettuosa ironia” i grandi del passato, per cercare di farli “scendere dal piedistallo” o renderli meno “polverosi”, di mostrarne anche le umane “debolezze”, è venuto fuori che Gauss e soprattutto il povero Humboldt sembravano via via matti (Humboldt), odiosi (Gauss), o asociali (Humboldt), o completamente scemi e incapaci di avere rapporti “normali” con le altre persone (sempre Humboldt) in qualche punto.
Mi è sembrato abbastanza evidente che l’autore avesse una leggera predilezione per Gauss, che, senza viaggiare per mezzo mondo come invece ha fatto l’altro co-protagonista, è riuscito lo stesso a fare scoperte di valore incalcolabile per l’umanità: sarò facilona, ma a me invece erano più graditi i capitoli che raccontavano le mille avventure e gli strambi aneddoti del viaggio di Humboldt e Bonpland in Sud America, almeno succedeva qualcosa.
Però, ripeto, nell’ultima parte, da vecchi, Humboldt diventava abbastanza rimbambito e veniva ridicolizzato un po’ da tutti, Gauss uno stronzo (a qualcuno sarà sembrato “un adorabile brontolone”, io non lo sopportavo), e poi il romanzo non finiva più e diveniva sempre più noioso, quindi, a dispetto di tutto, non mi è piaciuto, una lettura abbastanza inutile.

Daniel Kehlmann, La misura del mondo (trad. Paola Olivieri), voto = 2/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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