Smettila di camminarmi addosso

Inizio questa recensione con le ultime parole del romanzo:

Questo libro non è rassicurante. Non lo vuole essere.
È un grido d’aiuto.
Spero che qualcuno lo senta.

Si tratta dell’incipit del romanzo della protagonista, Margherita. Margherita e il suo compagno, Sergio, sono appena andati a vivere insieme in un nuovo appartamento, a Genova. Lui però è un fotografo impegnato in reportage di guerra e non c’è quasi mai, al momento è in Afghanistan, perciò il trasloco è tutto sulle spalle di lei. Margherita è una scrittrice, ma è appena uscita da un periodo di depressione, ha avuto un esaurimento nervoso, e deve ancora riuscire a convivere con i traumi della sua infanzia, e quindi inevitabilmente sente molto la fatica di quell’incombenza, la lontananza del suo uomo, un senso di abbandono e solitudine.
Complici le sottili pareti dell’appartamento, però, diventa testimone del dramma della sua vicina di casa, Anna, il cui marito la picchia regolarmente. Tra queste due donne, dopo le iniziali difficoltà e la riluttanza di Anna a confessare il suo problema, si instaura un rapporto di solidarietà, che si estende anche pian piano alle altre donne del condominio, del quartiere, alla stessa cugina di Margherita, Irene, con cui la protagonista era sempre stata in conflitto. Margherita infatti affina le sue capacità di osservazione e le concentra sulle vite delle sue vicine, ne coglie la stanchezza, il grigiore, l’impressione di essere intrappolate in una serie di gesti ripetitivi e meccanici, la disillusione verso i sogni coltivati in gioventù, la sensazione di essere state sostanzialmente tradite e abbandonate da uomini che, in tutto il romanzo, si rivelano, quando non apertamente violenti o egoisti, nel migliore dei casi lontani, come Sergio, o assenti, come il padre di Margherita, morto quando lei era bambina.
E quindi questa “rete” di donne che si mette in moto per aiutare finalmente Anna a uscire da quell’incubo di violenza familiare è l’unica ancora di salvezza contro la solitudine. È un romanzo molto molto triste, ma anche tragicamente vero (nelle ultime pagine sono presentate alcune statistiche sulla violenza sulle donne in Italia negli ultimi anni), popolato di personaggi affascinanti nella loro riuscita caratterizzazione psicologica (Anna, suo marito, la cugina Irene, la madre di Anna) e scritto meravigliosamente.

Claudia Priano, Smettila di camminarmi addosso, voto = 3,5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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