Blackout

Gianluca Morozzi è l’autore de La danza dei ragni, il miglior racconto presente nella raccolta Pene d’amore. Fin dal 2004 mi era capitato di prendere fra le mani, in libreria, il suo romanzo Blackout (nell’edizione Guanda, che peraltro aveva una copertina anche più bella, ora invece sul mercato si trova purtroppo solo questa della TEA), ennesimo libro che ha dovuto aspettare che vincessi molti tentennamenti prima di aver diritto a una possibilità. Dicevo all’epoca (settembre 2008) che questo romanzo avrebbe potuto “rivelarsi una cretinata o un capolavoro”: in realtà, dopo averlo letto, non mi è sembrato nessuno dei due.

Per certi versi, ha qualche punto di contatto con il pessimo La notte eterna del coniglio: due romanzi di genere di autori italiani con l’ambizione di ricreare un po’ l’atmosfera collaudata di quelli “all’americana”, anche qui, una situazione claustrofobica, estrema, da incubo, ma mentre Gardumi immaginava un gruppo di persone sopravvissute al disastro nucleare intrappolate in bunker antiatomici, Morozzi presenta invece tre individui rimasti bloccati in ascensore in un palazzone deserto nella Bologna svuotata di ferragosto. Una situazione di partenza meno palesemente fantascientifica, e quindi sicuramente più capace di creare tensione perché più “normale”, quotidiana, che tutti temono di sperimentare. In realtà non poi così normale perché l’elemento che scatena veramente l’intreccio è che uno dei tre, sotto le spoglie di persona comune, uomo d’affari rispettabile, marito e padre, è invece un efferato serial killer che poco fuori Bologna tiene sequestrato e tortura orrendamente un ragazzo.
Un’altra differenza non da poco è che Morozzi, al contrario di Gardumi, sa scrivere: magari la tensione non ti uccide, ma c’è, ti spinge a divorare le pagine una dopo l’altra per capire il come e il perché: infatti, è una lettura velocissima, 200 pagine che io ho letto in una serata.
Detto dei pregi, diciamo anche che ci sono alcune scene, dedicate alle sevizie che il serial killer, Aldo Ferro, infligge o progetta di infliggere alla sua vittima, che sono di uno schifo atroce, vomitevoli, e va bene il pulp, va bene che se un autore vuole scrivere thriller che si distinguano dalla massa dei bestseller poi non deve rendersi ridicolo censurandosi o edulcorando per non scontentare il pubblico, ma alcune cose ci potevano essere risparmiate. Comunque, a lasciar perplessi è il finale: dico “perplessi”, e non delusi, perché in effetti non ho ancora capito neppure io che giudizio darne.

Attenzione: se volete leggere il libro, non dovete ASSOLUTAMENTE proseguire oltre.

L’espediente finale di condurre il lettore (e i personaggi) verso una situazione assolutamente allucinata, estrema, apparentemente senza senso, e poi svelare che era tutto un perverso reality televisivo, così facendo una critica alla TV spazzatura che non si ferma davanti a nulla e paventandone le derive sempre più aberranti, non so voi, ma ormai comincia a sembrarmi un po’ un cliché. E la stessa denuncia che vi è sottesa suona già sentita, “facile”: ormai abbiamo visto tanti film che sfruttano questo colpo di scena finale, da Truman Show, The Contenders, fino a Live!, tanti anni fa pure Stephen King scrisse L’uomo in fuga, etc. (c’è anche una puntata dei Simpson). Vero è che Blackout è del 2004, quindi magari se l’avessi letto cinque anni fa la trovata mi sarebbe sembrata più originale. Comunque un po’ mi ha “deluso”. Detto questo, però, bisogna riconoscere anche che, una volta svelato tutto ciò che stava dietro al blackout, al blocco dell’ascensore, la vicenda viene portata alle sue conseguenze estreme in modo talmente spietato, cinico, feroce, grottesco, senza risparmiare nessuno, che, anche se inizialmente hai trovato l’espediente un po’ forzato, non legato a quanto lo precede, non (più) molto innovativo, alla fine i brividi, la sensazione di disagio e di schifo, le ultime pagine del libro un po’ te li danno, e comunque provi una certa ammirazione per l’autore. Però non è facile dare un giudizio del tipo bello/brutto, mi è piaciuto/non mi è piaciuto.

Gianluca Morozzi, Blackout, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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