Rebis

Libri che prendono polvere da anni e anni nella mia libreria e su cui improvvisamente mi cade l’occhio, e si rivelano acquisti azzeccati. Questo addirittura l’ho comprato nel 2002, dopo aver visto una recensione positiva su TTL, supplemento della Stampa: per tutto questo tempo si è visto scavalcare da altri libri arrivati anche molto dopo di lui, fino a ieri quando, dopo aver accantonato il saggio che avevo iniziato (è un periodo che non riesco a leggere altro che narrativa, e mi secca), l’ho preso quasi per caso. Dirò la verità, mi attendevo una delusione, mi aspettavo di dover dire “ma guarda che roba che ero andata a comprare”. Non so perché, ma me lo figuravo come un indigesto romanzetto di passioni e amori nella Napoli del Settecento, o un’ennesima indagine su qualche delitto misterioso a opera di un improbabile detective.
Ma, evidentemente, anche nel 2002 avevo buon fiuto. Ancora una volta siamo nel XVIII secolo (per la precisione nel 1753), come ne I Beati Paoli, e sempre al Sud, ma stavolta nella capitale, a Napoli. I Beati Paoli poi era uno scoppiettante e godibilissimo romanzo di cappa e spada, denso di avventure senza tante pretese letterarie, qui invece si mira un po’ più in alto. Protagonista è il giovane Jacopo Fucito, bibliotecario nel palazzo del famoso e misterioso principe Raimondo di Sangro, massone, esoterista, nonché mecenate della famosa cappella privata dei Sansevero, scrigno di opere d’arte che, dietro la patina cristiana, celano messaggi cifrati ed esoterici comprensibili solo per il committente e la sua cerchia di iniziati. Ad essa lavora lo scultore Antonio Corradini, che però viene ucciso. Quindi insomma un delitto ci deve essere sempre, e però la storia non si riduce tanto a un thriller alla Dan Brown su oscuri complotti e segreti (il rischio c’era, a tirare in ballo i massoni), perché quello che preme soprattutto all’autore è rendere l’atmosfera di marcio, di connivenze, di inciuci, di tradimenti, di malgoverno degli ambienti di corte, ma anche la costante incertezza in cui vivevano personaggi come Fucito, “protetti” di questo o quel signore e costretti a ponderare ogni piccola azione nel timore di scontentarli, potenziali vittime di invidie, macchinazioni, odi, piccinerie. Tanto è vero che il personaggio più riuscito, il mio preferito, non è tanto il protagonista (che pure è interessante per il suo idealismo misto a un certo disprezzo di sé), ma il “detective”, il giudice Andrea Ceravolo, che dapprima inizia a indagare sul delitto, quindi, non appena si rende conto che potrebbero esservi coinvolti i suoi compagni della Loggia o che comunque si sarebbe andati a scoperchiare qualcosa di grosso, è il primo a consigliare obliquamente a Fucito di lasciar perdere, poi a tentare attivamente di incastrarlo, avendo capito che ha perso il favore del principe ed è quindi diventato una pedina sacrificabile, non smettendo mai di considerare con aperto cinismo la sua condizione di uomo della legge che ha capito da un pezzo come funzionano le cose. A parte questi due, gli altri personaggi sono meno delineati, ma comunque discreti.
La scrittura è un po’ barocca ed eccessiva, ma forse proprio così è più funzionale all’atmosfera generale della vicenda: confesso che all’inizio temevo di stancarmi, perché a periodi molto gonfi ed elaborati si mescolavano frasi in dialetto napoletano, soprattutto nei discorsi diretti, ma ci si abitua, e anzi ne guadagna la verosimiglianza.
Aggiungo infine che, miracolo, anche il finale non era affatto male (spesso è dura chiudere degnamente un bel romanzo!), abbastanza crudele e pessimista, con un gustoso “schiaffo” al povero Fucito e anche al lettore che si aspettava una certa cosa e invece viene colto di sorpresa (eh sì, neppure io me lo aspettavo). Buon libro.

Vladimiro Bottone, Rebis, voto = 3,5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

Lascia un commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa italiana

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...