Giro di vite

Ho appena finito Giro di vite di Henry James, consigliatomi da Giovanni. Detto francamente: alla fine non c’ho capito niente. Bene ha fatto G. a consigliarmi di non leggere prima l’introduzione di Nadia Fusini, perché in essa è svelata tutta la trama del racconto, però essa è stata utilissima alla fine per dare un po’ un senso alla vicenda: capita l’interpretazione, o comunque una possibile lettura in chiave psicologica/psicanalitica, tutto si è fatto più chiaro e apprezzabile. D’altronde, i punti che rimangono non chiariti sono tanti, e forse è proprio questo il segreto del fascino di quello che viene considerato un capolavoro… Mah! Sarò io di bocca un po’ troppo buona, e a certe ipersottigliezze non sono preparata!
Detto questo, la scrittura è faticosa ma ipnotica, nel senso che a forza di (tentare di) seguire tutti gli intricatissimi e tortuosi ragionamenti che si svolgono nella mente della protagonista, resi in modo molto abile dall’autore, ti cattura. E anche l’atmosfera di finzione, di recita consapevole di entrambe le parti è angosciante, come del resto la sensazione di incomunicabilità fra i protagonisti, che mi ha ricordato Angelica di Arthur Phillips e che deve essere proprio una caratteristica della mentalità repressiva dell’epoca vittoriana, o almeno di come noi ce la figuriamo.
Boh, giudizio difficile, nel senso che alla fine ti ritrovi a fare questo dialogo fra te e te (attenzione! da qui in avanti spoiler!): “ma alla fin fine i fantasmi esistono o sono tutte allucinazioni morbose dell’istitutrice che è repressa sessualmente e paranoica e colpevolmente attratta dal suo datore di lavoro? e allora come poteva sapere, senza averli mai visti e senza che nessuno glieli descrivesse, che aspetto avevano Quint e la signorina Jessel? e che diavolo ha detto Miles per essere espulso da scuola? Quint l’ha molestato o no?”, “ma scema, non capisci che proprio qui sta la grandezza del racconto che ti lascia tutto in sospeso, nell’ambiguità??? Allora vuoi tutto spiattellato facile facile, come un qualsiasi raccontino horror!”, “e però che palle, non può finire così, non c’ho capito niente!”.

Henry James, Giro di vite (trad. Nadia Fusini), voto = 3/5

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