La lunga notte di Exilles

Libro preso in prestito “di getto” dalla biblioteca, La lunga notte di Exilles di Laura Mancinelli è un romanzo molto breve che narra le vicende degli abitanti del piccolo paesino di Exilles, nell’alta Val di Susa, al confine tra la Francia e il ducato di Savoia, che nel 1707 si apprestano a organizzare una sacra rappresentazione in onore di san Rocco. Ciascuno dei protagonisti (il parroco, la sua amante, la locandiera, il vecchio possidente avaro, la moglie con la figlia da maritare, etc.), dietro la facciata della devozione, ha in realtà motivi più “profani” per darsi da fare nell’impresa. Sullo sfondo gli eventi della Grande Storia, che proprio mentre il popolo fa festa vedranno il forte di Exilles passare dalla Francia ai Savoia.
Dalla quarta di copertina sembrava interessante e simpatico, in realtà il libro è piuttosto noioso: la trama è molto esile e, alla fin fine, nelle 125 pagine non “succede” niente, o quello che succede è ampiamente prevedibile: è proprio questo il bello, direte voi, e in parte avete ragione, infatti l’ultimo capitoletto in cui viene descritta la vita degli exillesi che sostanzialmente continua a scorrere esattamente uguale sia sotto la Francia sia sotto i Savoia, stagione dopo stagione, non è male, è ironico e arguto; fatto sta, però, che il prima mi ha annoiato, i personaggi erano, sì, tutti più o meno simpatici, teneri nella loro semplicità e ingenuità, ma tratteggiati non molto al di là dello stereotipo, la scrittura era lieve e affettuosa ma alla lunga prevedibile. Mi ha indispettito poi la presenza di un narratore onnisciente che invece di “appiattirsi” al livello dei personaggi, di fingersi uno di loro (come ormai mi sembra abituale nei romanzi storici), si chiama nettamente fuori (“a quei tempi si faceva così”, “all’epoca usava così”, etc.): questo mi ha impedito di abbandonarmi al piacere della narrazione, diciamo di calarmi nella storia, perché era fin troppo chiaro che mi veniva offerto qualcosa di “finto” (non so se mi sono spiegata, poi magari l’autrice si sarà basata su fatti realmente accaduti, ma non è questo il punto). Tralascio di tornare sull’argomento dei dialoghi artificiosi per spiegare al lettore il contesto storico. Interessanti invece le descrizioni dei testi delle sacre rappresentazioni, delle modalità in cui si svolgevano, di cosa il pubblico si aspettava di trovarvi quali elementi fissi, etc., esempio di una letteratura bassa e popolare di cui oggi ovviamente rimangono poche tracce.

Laura Mancinelli, La lunga notte di Exilles. Una Sacra Rappresentazione, voto = 2/5
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