Il diario di Samuel Pepys

In questi giorni ho letto Il diario di Samuel Pepys: 1659-1669, l’edizione (suppongo non integrale, ma non so) del 1942 che avevo scovato al mercatino dei libri usati ai Giardini Carducci.

La voglia di leggere questo celebre diario mi era venuta sfogliando la serie dei volumi La vita privata, a cura di P. Ariès e G. Duby, fra i miei primi acquisti “veri” (con questo intendo libri pensati per la mia biblioteca, non trovati già in casa) e tuttora fra i miei preferiti per quanto riguarda l’aspetto: belle copertine, bel formato, bella carta, tante e stupende immagini… Probabilmente anche bellissimo il contenuto (anche se, temo, prospettiva un po’ “francocentrica”), ma è dal lontano 2001 che i quattro volumi (Dall’impero romano all’anno Mille, Dal feudalesimo al Rinascimento, Dal Rinascimento all’Illuminismo, L’Ottocento, ci sarebbe anche Il Novecento ma non mi interessava) aspettano ancora di essere letti. E tuttavia, mi piaceva sfogliarli qua e là, e lì, per la precisione nel vol. III, ho incontrato per la prima volta mr. Samuel Pepys (1633-1703), personaggio piuttosto oscuro, che probabilmente sarebbe da tempo dimenticato se non ci avesse lasciato quel gioiello che è il suo diario.
Non si tratta di un’autobiografia o di memorie pensate per la pubblicazione, ma delle sue note personalissime che, nei suoi piani, nessuno a parte lui doveva mai vedere. E proprio per questo è una lettura gustosissima: tanto per cominciare, in vita Pepys deve essere stato un tipo piuttosto simpatico e allegrone, anche perché praticamente era sempre in giro a bere con decine e decine di persone diverse. Nonostante quel che ho detto prima, non era poi l’ultimo arrivato e, nonostante non fosse nobile di nascita, il suo incarico alla Marina lo metteva in frequente contatto col re Carlo II Stuart, con suo fratello il duca di York, con vari Lord, e quindi tutti i pettegolezzi e le storie di letto di Corte finiscono nel suo diario. Pepys è molto vanitoso e si compra abiti e parrucche. Da un punto di vista più serioso, nel Diario trovano spazio eventi storicamente importanti come la peste del 1665 e il grande incendio di Londra del 1666, e più in generale rivive tutta la brulicante città di Londra (ovviamente la lettura, per un inglese, sarà molto più stimolante, sotto questo aspetto); è interessante anche vedere come preoccupazione principale, a quest’epoca, per i funzionari come Pepys, fosse forse non tanto il vero e proprio lavoro di ufficio ma l’altro “lavoro”, quello di andare costantemente a farsi vedere in giro, stringere contatti, cercare protezioni, apparire al fianco delle persone giuste e mantenere alto il proprio decoro (una situazione simile viene descritta anche in Carriere e clientele nella Roma barocca, di Renata Ago). E in più un sacco di notarelle di vita quotidiana che a me piacciono molto.

Ok ok… ma diciamolo una buona volta che il motivo principale per cui leggiamo il diario di Samuel Pepys è uno solo: LE DONNE. Samuel Pepys adora le donne, anzi, francamente, è un erotomane incallito. Naturalmente è sposato, con Elisabeth Pepys, la quale, poveretta, ha una montagna di corna: la cameriera, la dama di compagnia, l’amica, la merciaia all’angolo, la tizia incontrata in chiesa, la moglie dell’amico di Pepys… È incredibile con quanti ci provi, e quante gli ci stanno (oddio, alcune, a dire la verità, forse non sono proprio contente), e lui spudoratamente racconta tutto, con un linguaggio particolarissimo che è un misto di inglese, francese, spagnolo, latino:

“22 agosto 1665… Nel pomeriggio ho fatto una passeggiata e mi sono incontrato con le signore Bagwell, madre e figlia: sono andato con loro in casa della figlia e lì faciebam le cose que ego tenebam a mind to con elle

“19 giugno 1666… con mia moglie e con Mercer, la fantesca, sono andato in giardino. Mercer e io abbiamo cantato. Temo di innamorarmi di quella ragazza da quando le accarezzo i seni al mattino, mentre mi aiuta a vestirmi. In verità sono i più bei seni che io abbia mai visti”
“23 maggio 1667… Nel pomeriggio ho avuto anche occasione di giocherellare un poco con la signora Pen tokendo ser mammaille and baisando elle, essendo sola in la casa of her pater, e lei molto soddisfatta
“18 agosto 1667… Nel pomeriggio mi sono avviato a piedi verso la chiesa di San Dunstan dove ho ascoltato un buon sermone. Ero in piedi accanto a una bella ragazza, dall’aspetto assai modesto: ho cercato di prenderle prima le mani poi di stringerla alla vita ma lei si allontanava sempre più da me facendomi capire che non desiderava esser disturbata. Alla fine l’ho vista prepararsi con uno spillo, pronta a pungermi qualora avessi rinnovato uno dei miei tentativi… Allora mi son messo a fissare un’altra ragazza in un banco vicino e i miei sguardi sono stati ricambiati”.

Bastardissimo, ogni tanto si ripromette di non cascarci più di rimanere fedele alla moglie, cui in fondo vuole bene: Elisabeth, comunque, dal canto suo, non è una donnina tanto tranquilla! Non lo tradisce (o almeno Pepys non se ne accorge! Naturalmente, lui può fare quello che vuole, ma della moglie è gelosissimo), ma la loro vita di coppia è più frizzante che mai: litigano, fanno pace, lei si infuria perché lui ci prova con una, gli corre dietro brandendo i ferri del camino, volano le botte, fanno pace, lei fa i capricci perché vuole comprarsi un vestito, etc. etc.

Il diario di Samuel Pepys (a cura di Milli Dandolo), voto = 3/5
Non in commercio

4 commenti

Archiviato in Classici, Libri

4 risposte a “Il diario di Samuel Pepys

  1. utente anonimo

    Sono arrivato al tuo blog cercando informazioni sul diario di Pepys (spero di trovarlo anch’io in qualche mercatino). Mi piace molto pensare (e ricostruire) il percorso che ha preceduto la scoperta di un libro. E, visto che tu non lo risparmi, ti dico il mio, dovesse mai darti spunti come me ne hai dato te: nell’introduzione di “Scritti segreti” di Mark Twain (altro “fuori commercio”) si ricostruisce la genesi di uno dei racconti; lo scrittore si è ispirato proprio al diario di Pepys per il primo racconto “1601”. Da qui appunto il mio interesse per il diario. Ciao! Alfonsinho

  2. Ciao, grazie! Se conosci bene l’inglese, il diario di Pepys si trova su Amazon, oppure su Google Books c’è qualche anno completo: http://tinyurl.com/pepys1http://tinyurl.com/pepys2http://tinyurl.com/pepys3ahttp://tinyurl.com/pepys4

  3. Complimenti complimenti complimenti.

  4. Pingback: Così parlò Ménétra | libri ... e basta

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...