Italianità

Questo simpatico libretto è una raccolta di “mini-saggi” di famosi (io non ne conosco neppure uno, ma sono totalmente ignorante in questo campo) designer nostrani, in cui si celebrano alcuni oggetti (ma non solo) di “culto”, che fanno parte ormai del nostro immaginario collettivo di italiani, per il loro mix di qualità estetica, funzionalità, diffusione, riconoscibilità e, naturalmente, valore affettivo. Tra questi, ad esempio, la Coppa del Nonno, la Nutella, la Settimana Enigmistica, la signora del Dado Star, la moka Bialetti, l’uniforme dei Carabinieri, le figurine Panini, i Baci Perugina, il seggio elettorale con la matita copiativa, la Gazzetta dello Sport, la Canzone del sole di Battisti-Mogol, per citare quelli che anch’io sapevo ritrovare nella mia memoria; più oscuri invece mi sono risultati la bici Graziella, l’odore della colla Coccoina, la sambuca Molinari, le pastiglie Leoni, la cedrata Tassoni, per dire, che però sicuramente sono altrettanto celebri e cari a tanti connazionali.
La lettura evoca mondi di gesti semplici e sempre uguali e molto “italiani” (lo scambio delle figurine, Tutto il calcio minuto per minuto, il cruciverba della Settimana Enigmistica in treno o in spiaggia), con affetto e nostalgia, che però riesce quasi sempre a tenersi fuori dalla retorica del “poveri ma belli” (appunto perché si è cercato di selezionare oggetti e simboli che sono tuttora diffusi e non legati ormai solo a un passato “mitico”).
L’unico difetto è che 15 € per meno di 100 pagine sono tantini, anche se il libro è impreziosito dalle belle illustrazioni della coppia di artisti Ale+Ale.

Italianità, a cura di Giulio Iacchetti, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

2 commenti

Archiviato in Libri, Varia

2 risposte a “Italianità

  1. utente anonimo

    Beh, la cedrata Tassoni e la Graziella sono icone direi degli anni ’60 ’70, la Coccoina forse anche un po’ più antica. ma la Sambuca Molinari … fanno ancora adesso la pubblicità in tv🙂
    Franz Joseph

  2. Proprio non la conoscevo, o meglio forse il nome all’orecchio mi suona familiare, ma non ce l’ho presente🙂

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