Metallo urlante

Con questo Metallo urlante si conclude il “mese di Eymerich”, inquisitore catalano del XIV secolo protagonista di una serie di romanzi di Valerio Evangelisti iniziata nel 1994.
A differenza degli altri titoli, questo non è un romanzo ma una raccolta di racconti, in cui Eymerich compare all’inizio e alla fine, come in una sorta di “cornice”. Altra differenza è che mentre i romanzi erano pubblicati da Mondadori, questo volume è edito da Einaudi.

Il tema che attraversa quasi tutti questi quattro racconti, che, con una trovata effettivamente brillante, hanno tutti per titolo il nome di un gruppo metal (Venom, Pantera, Sepultura, Metallica), è la descrizione di un non lontano futuro in cui il pianeta sarà devastato in ogni angolo da guerre tra eserciti di mutanti fatti di carne umana mista a metallo, quasi tutti ormai privi dell’apparato sessuale e condannati quindi a non provare più piacere, “evoluzione” obbligata a causa dei tremendi virus che hanno falcidiato l’umanità. Tornano, anche qui, vari personaggi comparsi nei romanzi, come Clarisse Lévy, Phil Tanner, Frank Torrisi, il reverendo Mallory, le armate del Ku Klux Klan e del Cristo Guerriero, a ricreare l’universo terribile ma spaventosamente coerente partorito dalla mente di Evangelisti.
Forse la dimensione del racconto sarebbe quella che più si addice all’autore: nei romanzi, a parte il caso di Cherudek, che era quasi perfetto, ci si imbatteva abbastanza spesso in parti più sciatte e raffazzonate, mentre qui non avviene. I migliori per me sono Sepultura, il nome di una terrificante prigione brasiliana in cui i detenuti politici vengono immersi per metà in una colla di nuova invenzione le cui molecole si fondono con quelle dei loro corpi (di nuovo il tema della mutazione genetica), e Metallica, in cui è narrata la sanguinosa presa di New Orleans da parte delle armata razziste della Confederazione degli Stati Americani, l’immaginaria entità politica guidata da fondamentalisti cristiani che sorge nel sud degli attuali Stati Uniti, e il massacro della popolazione di colore, che per prima aveva trovato il modo di dar vita al metallo per aumentare la propria capacità guerriera.

La parte più “simpatica” (e utile!), comunque, è l’Appendice, o la Vita di Nicolas Eymerich, di Evangelisti stesso. Si inizia a leggere con interesse, con l’idea di scoprire qualcosa sulla figura storica che ha ispirato l’autore per il suo personaggio, e magari come Evangelisti l’abbia scoperto e cosa l’abbia spinto a farlo divenire protagonista di questa saga fantascientifica: “Nicolas (Nicolau in catalano) Eymerich nasce a Gerona nel 1320…”. Si va avanti e arriva la prima frase che suscita qualche perplessità: “Nel 1348 Eymerich si ammala di peste, ma riesce a sopravvivere al contagio che sta decimando l’Europa grazie a un’incredibile forza di volontà”… Eh? E ancora: “È di questo periodo la sua lotta alle streghe votate al culto di Diana, narrata nel primo volume della biografia ufficiale di Eymerich (Eymerich I: Nicolas Eymerich, inquisitore)”. Ora è tutto chiaro: preso atto che quello che stiamo leggendo è in realtà uno “scherzo” fintamente erudito di Evangelisti, andando avanti si ha modo di ripercorrere, finalmente in un ordine cronologico coerente, tutte le avventure di Nicolas, quelle più belle e quelle meno belle (mancano Mater terribilis e La luce di Orione, perché Metallo urlante è precedente), dalla spedizione in Sardegna del 1354 all’assedio di Montiel del 1369, ed è un bel modo di congedarsi, forse solo temporaneamente, da questo personaggio. Spiritosa la conclusione: “Chi vuole sapere di più sulla vita di Eymerich, depurata, ahimé, degli aspetti più suggestivi, può leggere…”, segue bibliografia.

Per esprimere il mio giudizio definitivo su Evangelisti e la sua opera, userò una frase letta in una recensione di Nicolas Eymerich, inquisitore di un utente di aNobii: “Evangelisti ha quasi tutto quello che si può chiedere a uno scrittore: belle idee, trovate originali, solide basi storiche e scientifiche, un eroe che fa innamorare i lettori e tanta fantasia. Se sapesse anche scrivere sarebbe perfetto, ma non è il caso di guardare il capello” (Darlene Alibigie dixit).

Valerio Evangelisti, Metallo urlante, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

Lascia un commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa italiana

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...