Lo scandalo della stagione

Per il viaggio a Roma avevo con me questo romanzo di Sophie Gee, Lo scandalo della stagione, messo in borsa non senza qualche perplessità perché, al momento della difficile scelta su quale libro portare per le ore in treno, qualche pagina aperta a caso non mi aveva completamente convinta.

L’autrice è una giovanissima docente di letteratura inglese a Princeton e, per il suo esordio nella narrativa, ha scelto di romanzare un episodio avvenuto nella Londra del 1711, che aveva già dato lo spunto ad Alexander Pope per il suo poema satirico Il ricciolo rapito (lo stesso Pope è uno dei personaggi del libro). Probabilmente il mio godimento nella lettura sarebbe stato maggiore se avessi conosciuto quest’opera in anticipo, o forse no, perché mi avrebbe svelato l’evento “culminante” della vicenda.
Comunque ho iniziato la lettura un po’ scettica, ho proseguito un po’ annoiata e irritata da queste vicende di corteggiamenti e ricevimenti nobiliari, soprattutto perché non sopportavo più la descrizione dei due protagonisti, così belli, così eleganti, così innamorati, poi però, verso la metà del romanzo, mi è sorto finalmente il sospetto che ci potesse essere una punta di sarcasmo e ironia nel presentarli sempre così, e a quel punto ormai ero abbastanza presa dall’intrigo, e ammirata per la ricostruzione dell’ambiente. Una delle cose più difficili da ricreare fedelmente, secondo me, è il linguaggio del passato, quando le convenzioni e le regole delle buone maniere e dell’etichetta erano talmente più stringenti di adesso, che è facile imbattersi in dialoghi troppo “spontanei” e perciò improbabili. Qui invece le battute erano sufficientemente arzigogolate da pensare che potessero effettivamente essere state pronunciate da gentiluomini e gentildonne inglesi del primo Settecento (il rischio opposto, naturalmente, è che suonino troppo artificiose: magari alla fin fine all’epoca non si parlava sempre come un libro stampato, fa sembrare le conversazioni come delle continue sfide a chi è “più bravo”).
Comunque il finale è un bell’anticlimax abbastanza soddisfacente (e uno dei “colpi di scena” l’avevo ben indovinato), appropriato per una storia ambientata in una società che poteva mettersi in fermento in un attimo per un incidente che a noi apparirebbe quasi insignificante (“lo scandalo della stagione”, appunto), ma che poi altrettanto in fretta lo dimentica, rimanendo sostanzialmente immobile e uguale a sé stessa.
Forse meno convenzionale e più “vera” era la descrizione della Londra sporca, rumorosa e “infernale” presente in L’anima dei mostri di Claire Clark, ma quella era una storia che vedeva come protagonisti persone molto più umili; azzeccata, anche se alla fine un po’ snervante, la descrizione di tutti (o quasi) i personaggi femminili come presi da un unico, ossessivo, pensiero, trovare qualcuno con cui sposarsi. Ho provato un sottile piacere sadico a leggere, nella postfazione, che i destini successivi della coppia di amanti superfighi non siano stati dei più felici: torna qui la mia avversione insopprimibile per le storie d’amore nei romanzi, tra un po’ sfiorerò il patologico. In realtà, poveracci, magari in vita erano persone diversissime da come li ha immaginati l’autrice, magari non erano neppure innamorati!
In definitiva, non una lettura che mi rimarrà impressa per tutta la vita, ma un buono svago, intelligente. L’edizione cui si riferiscono i due link più sotto non è quella che ho letto io, io ho l’edizione Mondolibri acquistata per corrispondenza.

Sophie Gee, Lo scandalo della stagione (trad. Serena Prina), voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

3 commenti

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa britannica e irlandese

3 risposte a “Lo scandalo della stagione

  1. utente anonimo

    Avevo la linea morta … valgono ancora auguri assortiti di buon Natale/Anno etc etc ? e, naturalmente, di buone letture🙂
    Franz Joseph

  2. Grazie, ricambio gli auguri. Pensando a te ho acquistato l’ultimo romanzo di V. Evangelisti, Tortuga, che mi potrebbe piacere, e sto forse riconsiderando l’idea di dare una chance alla saga di Eymerich.

  3. utente anonimo

    Ok, allora aspetterò la recensione🙂
    peccato -parere personale- che Evangelista scriva bene ma abbia la testa piena di idee “bizzarre”, per riallacciarmi al tuo post sull’ide adi boicottare i negozi ebraici

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