L’infiltrato

Finito di leggere da poco L’infiltrato. La vera storia di un agente sotto copertura, di Carlo Brambilla. Non è un romanzo ma, come recita il sottotitolo, il resoconto fatto dal giornalista dei dieci anni vissuti da un anonimo maresciallo dei Carabinieri, che verrà chiamato Giulio Vassallo per comodità, all’interno delle bande di narcotrafficanti: grazie alla sua attività, dispiegatasi fra Italia, Svizzera, Colombia, Turchia e Stati Uniti, svariati esponenti del traffico internazionale di droga sono stati arrestati. Vassallo, o Falco, era diventato un mago nel fingere continuamente nuove identità, da doganiere corrotto, a trafficante, ad acquirente o venditore di droga. Tuttavia, la parte più interessante del libro non sono i racconti delle sue avventure in giro per il mondo, ma gli effetti che questo continuo sdoppiamento rischiavano di avere sulla sua psiche e sulla sua vita affettiva, mettendo seriamente in pericolo la sua salute, il suo matrimonio, la sua famiglia, la sua onorabilità (venne anche accusato, a un certo punto, di collusione con la malavita). Vivendo costantemente in contatto con dei criminali si impara, dice l’intervistato, a pensare come loro, a agire come loro, fino a che non riesci più a tornare nella tua realtà. Per Vassallo la colpa del suo crollo è anche parzialmente da imputare all’Arma, che non ha capito il pericolo di costringere un suo membro a una vita così stressante per dieci anni di fila e che, quando si è trovato in difficoltà, l’ha sostanzialmente scaricato.
Si tratta di una lettura interessante che si legge come un romanzo (l’autore ha infatti scelto non la forma della lunga intervista, ma di raccontare le vicende – tutte realmente accadute, naturalmente – in terza persona), anche se a volte può risultare un po’ confusionario perché non viene seguita una successione cronologica ordinata, ma si salta avanti e indietro nel tempo (per permettere al lettore di seguire meglio la vicenda sarebbe stato utile allora essere più precisi coi riferimenti cronologici, invece Brambilla si limita un po’ troppo spesso a dire “inizio anni ’90”, “anni ’80”, eccetera: mi sono ritrovata a pensare, “ma allora era già stato lì o no? aveva già conosciuto questo di cui si parla prima o no? in che rapporti era con la moglie in questo momento, si erano già separati o no?”).
Di questo libro avevo letto per la prima volta in un’intervista rilasciata dal suo protagonista a IoDonna. Un grazie al maresciallo “Giulio Vassallo” per il suo duro lavoro, e le mie felicitazioni per essere riuscito a riconquistare il suo equilibrio e la sua serenità.

Carlo Brambilla, L’infiltrato, voto = 3,5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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