Niccolò Paganini: un genovese nel mondo

Come ultimo libro del mese di novembre, iniziato la notte fra il 28 e il 29, quindi con poco tempo a disposizione, fra quelli che avevo in casa ho preso questa biografia di Paganini, scritta a quattro mani da Roberto Iovino e Francesca Oranges, che avevo acquistato ormai qualche tempo fa.
Alla figura di Paganini mi ero accostata incuriosita dopo la lettura de L’arte del diavolo, di Stefano Lanuzza, un saggio che forse all’epoca non ero ancora in grado di apprezzare pienamente (lo lessi forse nel 2000? Non ricordo), che analizzava la figura del diavolo nell’arte o alcuni personaggi che le erano state accostati. Tra questi, appunto Paganini, in parte per il suo aspetto “mefistofelico” (alto, magrissimo, capelli neri, lunghi e scarmigliati, arti sproporzionati, naso adunco), in parte soprattutto per i suoni quasi “inumani” e “stregati” che sapeva trarre dal suo violino. Non a caso fiorirono fior di leggende sul suo conto, tra cui quella che, per poter suonare in quel modo, avesse stretto un patto col diavolo, o che suonasse la notte nei cimiteri (la sensibilità romantica!).
Siccome da adolescente ho avuto anch’io, naturalmente, la mia fase “gotica”, mi sono subito innamorata del soggetto e ne ho cercato una biografia completa, piuttosto che il rapido capitoletto che gli dedicava Lanuzza. Comprai Paganini, il cavaliere filarmonico di E. Neill, e mi ricordo che lo pagai pure parecchio, ma fu la scelta sbagliata. Io cercavo la sua vita avventurosa e qualche aneddoto divertente e affascinante, quello era invece uno studio serio e specificamente musicale, quindi lunghi capitoli sulla tecnica, sull’analisi delle opere, etc., che all’epoca non ero in grado minimamente di apprezzare e neanche mi interessavano. Difatti mi sa che quel libro l’ho rivenduto: in casa non lo trovo più.Questa biografia che ho letto adesso, invece, intanto è molto più snella e ricca di figure, e poi può essere apprezzata anche da un profano come me (anche se non sono più al livello di qualche anno fa): l’analisi musicale è ancora presente, ma soprattutto c’è la vita dell’artista, i suoi viaggi, le sue lettere, i suoi amori, aneddoti e curiosità (il tutto comunque molto serio dal punto di vista scientifico, naturalmente). Insomma una lettura piacevole, nulla di più (sicuramente lo studente di violino o la persona competente sarà in grado di apprezzarla a un livello molto più profondo).

R. Iovino e F. Oranges, Niccolò Paganini, un genovese nel mondo, voto = 3/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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