La città perfetta

Porca miseria. Se volete leggere un libro semplicemente meraviglioso, ma se volete anche farvi un po’ del male, comprate La città perfetta di Angelo Petrella.

Per uno di quegli impulsi improvvisi che mi prendono in fatto di libri, avevo deciso che quello sarebbe stato il prossimo: per una volta va ringraziato D’Orrico che sul Magazine ha dato, miracolo!, un consiglio decente. Acquistato sabato mattina, ha dovuto aspettare che finissi di sorbirmi l’irritante India per signorine, che fortunatamente aveva appena 117 pagine. La regola (autoimposta) infatti è che non si legge più di un libro al giorno, e quindi, se ne finisci uno alle 8 di mattina, poi non puoi iniziarne un altro fino all’indomani! Assurdo, vero? Però io ho un sacco di regolette così, soddisfano il mio amore per le statistiche. 🙂

Comunque, ho preso finalmente in mano La città perfetta domenica, poco dopo pranzo (saranno state le 14 e qualcosa). A parte pochissime pause inevitabili, non ho più potuto lasciarlo fino alle 4.39 della notte: più di 500 pagine in meno di 24 ore, mi dicevo “accidenti, sarebbe ora di andare a dormire!!”, e però non potevo smettere, dovevo sapere come andava a finire, e questo credo sia il miglior complimento in assoluto che si possa fare a un autore. Meraviglioso, chapeau, e ancora sotto tutta piena di adrenalina per la lettura e non riesco a pensare ad altro.

La storia è ambientata in una Napoli soffocata dalla camorra, e si dipana tra il 1988 e il 1994. È una storia di camorra. Le vite di tre personaggi, un ragazzino che fa lo spacciatore e la sua famiglia è vittima di uno strozzino, uno studente di liceo affiliato alle Pantere, un investigatore della DIGOS cocainomane che vuole vendicare un collega ucciso, si intrecciano in modo sorprendente e brillante. La trama è complicata, un romanzo-fiume, una folla di altri personaggi, di posti (utile la mappa con i quartieri di Napoli all’interno della copertina), di tematiche drammaticamente legate all’attualità, eppure l’autore padroneggia il tutto sapientemente: la tecnica adottata è di far parlare i tre protagonisti, che prevalentemente si muovono su binari paralleli, a turno, in prima persona: sebbene io non sia una grande fan della narrazione in prima persona (in genere mi infastidisce: intanto mi rivela che, ad esempio, il protagonista non muore!), qua funziona. Una simile abilità nell’intrecciare la trama, nel far sì che ogni dettaglio ritorni immediatamente nel momento giusto, non è comune. E che personaggio, l’Americano!

Se non amate i libri con un linguaggio piuttosto crudo e con scene esplicite di violenza e sesso, non compratelo. Non compratelo se non amate i libri che non danno alla fine un qualche messaggio di speranza: qua non si salva nessuno. Se però amate i thriller, i romanzi noir, o come li volete chiamare, che vi tengono letteralmente inchiodati alla poltrona, prendetelo!

Angelo Petrella, La città perfetta, voto = 5/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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