India per signorine

Dopo l’Iran, proseguo il mio viaggio verso Oriente arrivando in India. Di India non so (quasi) nulla, ma penso che pochi di noi possano dire di non esserne per nulla incuriositi/affascinati. Molto mi era piaciuta, inoltre, la mostra Donne di Vrindavan, allestita a Perugia a marzo di quest’anno, che abbinava foto di donne indiane di Tamara Farnetani a poesie, edite e inedite, di Daniele Passerini (questo è il blog della mostra: http://donnedivrindavan.blogspot.com). Perciò, cercando un approccio non “tradizionale” e stereotipato, ho adocchiato (principalmente per la copertina “particolare”!) il libro India per signorine di Rosa Matteucci.

Il nocciolo della questione era che, sì, va bene l’India dei templi, delle tradizioni millenarie, della filosofia, dei paesaggi mozzafiato, ma, se si vuole conoscere la vera India, beh, questa è anche sporcizia, rumore, cibo pessimo, animali che vagano per strada, miseria, cibo scadente o malsano, acqua potabile introvabile, viaggi scomodissimi, popolazioni poco amichevoli. Credevo quindi di fare una lettura divertente, ironica, che desse un’immagine non convenzionale, ma comunque venata d’affetto, di questo Paese, che l’autrice, ho scoperto dal libro, deve conoscere bene, visto che c’è stata cinque volte.

È stata invece un’altra delusione, così come Passaporto all’iraniana. Anche qui, anzi, più ancora che nel libro precedente, i dettagli negativi hanno finito per fagocitare tutto, praticamente tutto ciò che l’autrice ha visto, in questo viaggio, sono i disagi: ci saranno stati, non lo nego, ma devi scrivere un libro solo su questo? Oltre a essere ripetitivo fino alla nausea, un’osservazione mi viene: d’accordo che volevamo distaccarci dal modello dell’India paese pieno di fascino, misterioso, meraviglioso, ecc., che volevamo presentarne un’immagine più “cruda”, ma c’era bisogno di dipingere gli indiani, tutti, come dei semi-animali? Lo stile, poi… a parte la punteggiatura in alcuni punti un po’ così, per risultare a tutti i costi “simpatica”, l’autrice oscilla tra cadutone di gusto in cui scrive quasi con influenze dialettali (ho scoperto che la Matteucci è di Orvieto: certe espressioni perciò le capivo, ma in un testo scritto mi danno fastidio) e una prosa esageratamente “aulica”, infarcita di termini ricercati e letterari, che vorrebbe tanto essere originale e sottolineare il contrasto con la materia trattata, invece risulta soporifera e artefatta, non “naturale”, non spontanea, eccessivamente studiata “a tavolino”.

Rosa Matteucci, India per signorine, voto = 2/5
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4 commenti

Archiviato in Libri, Varia

4 risposte a “India per signorine

  1. Ciao Chiara, grazie per le visite che fai al mio blog e grazie mille per aver citato la mostra Donne di Vrindavan.

    L’India sfugge al manicheismo occidentale: la nostra razionalità fa fatica ad accettare che qualcosa possa essere allo stesso tempo bianco e nero, buono e cattivo… o meglio che non esiste il bianco opposto al nero e il buono opposto al cattivo, se non nel nostro modo umano di leggere e interpretare l’esperienza. Da quello che scrivi Rosa Matteucci parrebbe avere scritto un libro un po’ ruffiano. Che l’India non sia solo misticismo ma anche violenza efferata e così via ci vuole poco a capirlo, basta informarsi un minimo. Ma usando insieme testa e cuore probabilmente si può trovare la via per vedere entrambe le prospettive e trovare il senso della loro unione. Per caso “India per signorine” è un libro scritto tutto con la testa?

    P.S. A proposito di libri… quando ti decidi a leggere l’Arte della Gioia di Goliarda Sapienza, guarda che poi ci ringrazi! 🙂

  2. Con la testa? Coi piedi! 😀 Scherzi a parte, sicuramente la Matteucci ha lo spirito d’avventura, per carità, e deve amare l’India, se è vero come dice che c’è stata 5 volte, però dal libro non traspare questo amore, solo fastidio. Probabilmente sì, si è seduta a un tavolo e ha detto “ora voglio scrivere un libro “divertente” con tutte le avventure tragicomiche che possono capitare a una turista in viaggio per l’India”.

  3. Un libro scritto a tavolino insomma…

  4. utente anonimo

    India … Oriente … se vuoi continuare il viaggio suggerisco http://it.wikipedia.org/wiki/Giorni_in_Birmania (negli oscar mondadori c’è una buona intro) oppure il sempre ottimo Maugham, i cui romanzi ”orientali” stanno venendo ripubblicati dall’Adelphi
    saluti
    Franz Joseph

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