Il complotto delle mogli

Finito di leggere da pochi minuti Il complotto delle mogli, di Fritz Leiber. Delusione! Scritto nel 1943, il libro immagina che Norman, professore di sociologia in un college statunitense, scopra casualmente che la moglie Tansy è una strega, che fa abitualmente incantesimi per favorirgli la carriera. Anzi, che tutte le donne, da sempre, conoscono l’arte della magia e tutte le mogli fanno lo stesso per i propri mariti, i quali, ignari e razionali, credono di aver ottenuto con i propri sforzi quello che hanno, mentre in realtà è tutto merito della guerra di incantesimi che alle loro spalle si fanno le loro consorti. Naturalmente, lui crede che sia tutta una fissa superstiziosa della moglie, riesce a convincerla e per “guarirla” definitivamente le fa bruciare tutti gli amuleti con i quali fino ad allora, a sua insaputa, lei proteggeva la loro casa. Così facendo però si espone alle magie delle mogli dei suoi colleghi, in un mondo come quello accademico così pervaso da odi e rivalità…

Tranquilli perché non vi ho svelato nulla, tutte queste cose si vengono a sapere subito. Sono venuta a sapere di questo libro da una recensione sul Corriere della Sera. Da queste premesse geniali, poteva venire, o almeno così pensavo, una lettura bizzarra e divertentissima. È stato così infatti per la prima metà del libro, anche se il fatto che si entrasse subito in medias res mi ha un po’ spiazzato (mi aspettavo una descrizione dell’ambiente, dei personaggi). Al professore accadono una serie di incidenti banali o assurdi, che rovinano la sua reputazione, e lui naturalmente fra sé non fa che pensare: “ma sì, figurati, solo una coincidenza che tutto questo coincida con il fatto che Tansy ha smesso con i suoi incantesimi…”, in un crescendo abbastanza comico. Ed è divertente immaginare che tutte le trame che si svolgono in queste sfere, le cattiverie, le piccinerie, le nomine, le cattedre, ecc., dipendono dal fatto se una donna è riuscita a calibrare bene o no il suo incantesimo a favore del proprio uomo. Belli anche certi passi in cui si contrappongono gli uomini, che alla fine ci fanno la figura degli ingenui mentre credono di sapere tutto, alle donne, custodi di una sapienza potentissima e più vicine ai segreti della natura.

Poi però il libro comincia a prendersi un po’ troppo sul serio! Tutta la seconda parte tratta di Norman che, ormai convintosi, o quasi, della realtà della magia, deve salvare la moglie che è stata affatturata dalle consorti di tre suoi colleghi, etc etc, non posso dire di più altrimenti svelo troppo a chi fosse interessato a leggere il romanzo, e così via in una girandola di incantesimi, pozioni, arcani.

Ora, a me evidentemente il genere fantasy proprio non piace: se avessero dato a me il compito di scrivere un libro con questa idea di partenza, avrei continuato a condurlo sul registro del grottesco e della satira come Leiber stava facendo meravigliosamente fino a quel punto. Invece così mi son sembrate una serie di assurdità, oltre tutto messe insieme con scarsa coerenza e logica: pare incongruo parlare di coerenza e logica in una storia di magia, però davvero troppo repentini sembrano certi cambiamenti nell’atteggiamento di Norman, e poco indagati dall’autore i suoi intenti. Boh, alla fine davvero l’intento che non si capiva era quello dell’autore stesso: se voleva scrivere un romanzo dell’orrore, non mi ha fatto paura, se voleva scrivere un romanzo grottesco e umoristico, la seconda parte del libro non mi ha per nulla divertito. E poi il finale è insipido, e nelle intenzioni dovrebbe essere a sorpresa mentre invece basta aver letto un po’ di libri per capire subito dove vuole andare a parare. Delusione: ed è un peccato, perché, ripeto, la prima parte è carina veramente.

Fritz Leiber, Il complotto delle mogli (trad. Paola Eusebio), voto = 2/5
Per acquistarlo su ibs.it o libreriauniversitaria.it

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3 commenti

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

3 risposte a “Il complotto delle mogli

  1. Fritz Leiber è uno degli autori principali della Science Fiction “classica” degli anni ’50… ricordo di avere letto qualcosa di suo quand’ero adolescente. Forse scrivere Fantasy gli riusciva meno bene! 🙂

  2. Sì, chiaramente poi il genere può piacere o non piacere.

  3. Pingback: Ritratti famosi di comuni animali | libri ... e basta

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