Chiamami col tuo nome

Un altro bel libro, Chiamami col tuo nome di André Aciman. Lo comprai perché incuriosita da una recensione a dir poco entusiasta letta sul Corriere della Sera, per la quale si trattava nientepopodimeno che di un capolavoro assoluto. Decisi di fidarmi.

La storia: siamo a fine anni Ottanta, Riviera ligure. Elio è il figlio di un professore universitario che ogni hanno ospita nella sua villa al mare dei giovani studenti per permettere loro di lavorare l’estate in Italia. Arriva Oliver dagli USA che sta rivedendo la tesi post dottorato per la pubblicazione. Tra i due ragazzi scatta prima una fortissima attrazione e poi l’Amore.

G., che ha visto il libro nella mia macchina, ha commentato: “Detta così pare un romanzo della serie Harmony”. È vero, detta così sembra una stupidaggine. Eppure, è una delle letture più emozionanti che abbia mai fatto. La prima parte, in cui Elio (è lui che narra tutto in prima persona) prima si accorge di essere attratto da Oliver, poi attua tutta una serie di trucchi per attirare la sua attenzione, poi ha paura di essergli totalmente indifferente, poi è geloso, etc, rende benissimo i travagli dell’amante. Che bella la scena in cui poi, finalmente, riesce a esprimere il suo sentimento. La seconda parte è, probabilmente, quanto di più erotico abbia mai letto, che io mi ricordi. Ma, a parte una scena un po’ “forte” e “schifosa” (leggere per sapere, io non la riassumo), sono passi violenti e però romanticissimi, e la scrittura meravigliosa. La terza e la quarta parte altrettanto buone, anche se mi sono piaciute di meno.

Due passi:

“Da qualche parte esiste una legge secondo cui se una persona si innamora di un’altra, questa deve ricambiare per forza. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, le parole di Francesca nell’Inferno. Aspetta e sii fiducioso. Io ero fiducioso, anche se forse era questo ciò che avevo sempre voluto: aspettare in eterno.” (p. 41)

“Ma il sonno non veniva, e potevo star certo che a vegliare su di me c’erano non uno, bensì due pensieri angoscianti, come una coppia di spettri materializzatasi dalla caligine del torpore: desiderio e vergogna, brama di spalancare la finestra e, senza pensarci, correre in camera sua completamente nudo e, dall’altra parte, un’ostinata incapacità di affrontare il benché minimo rischio per realizzare qualcuno dei miei propositi. Eccolo là, il lascito della giovinezza, le due mascotte della mia vita, fame e paura, che mi vegliavano e mi dicevano: Tanti prima di te hanno sfruttato l’occasione e sono stati ricompensati, perché non lo fai anche tu? Nessuna risposta. Tanti hanno esitato, perché esiti anche tu? Nessuna risposta. E poi arrivò, più sprezzante che mai: Se non dopo, Elio, quando?” (p. 122)

André Aciman, Chiamami col tuo nome (trad. Valeria Bastia), voto = 4/5
Per acquistarlo su ibs.it o su libreriauniversitaria.it

1 Commento

Archiviato in Libri, Narrativa, Narrativa nordamericana

Una risposta a “Chiamami col tuo nome

  1. Io, di norma, non sono fiduciosa…DECIDO di essere fiduciosa. E so anche un’altra cosa: essere fiduciosi è altro dall’ aspettare a vuoto…e soprattutto IN ETERNO. Io sono CERTA che (per me) non ho nessuna intenzione nè voglia di aspettare in eterno. E in tutta onestà credo che non dimostri granchè “aspettare” …nè che sia meritevole, in sè , di una qualche stima…

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