Alice’s Adventures in Wonderland

C’è bisogno di fare una sintesi della trama? Questo è il classicissimo Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto nel 1864 dal rev. Charles Lutwidge Dodgson, meglio noto come Lewis Carroll.

È impossibile, all’inizio, non pensare sempre alle sequenze del cartone della Walt Disney e alle immagini dei personaggi che tutti conosciamo: il Bianconiglio (White Rabbit), il Cappellaio Matto (the Hatter) e la Lepre marzolina (the March Hare), la Regina di Cuori (the Queen of Hearts), lo Stregatto (the Cheshire Cat) e il Brucaliffo (the Caterpillar). (Tra parentesi, gli adattatori italiani della Disney sono stati abili, e il lavoro non era affatto facile: “Stregatto” e “Brucaliffo” si distaccano dagli originali ma sono indubbiamente invenzioni molto felici.) Insomma, gran parte del piacere è dato dal ritornare con la memoria al celeberrimo adattamento cinematografico, per fare confronti, rilevare le differenze nella versione italiana, e in definitiva abbandonarsi ai ricordi dell’infanzia. Però, poco a poco, aumentano gli episodi non presenti nella versione cinematografica (forse il cartone animato riunisce assieme elementi di questo libro e del successivo, Avventure di Alice attraverso lo specchio? Lo scoprirò leggendo il secondo volume) o diversi, e molto spesso si fa riferimento a canzoni o filastrocche tradizionali inglesi, e non conoscerle fa perdere un po’ d’efficacia allo scherzo, e insomma la lettura scorre un po’ faticosa e frenetica. Basta però la fugace ricomparsa di un nome noto, di un arguto gioco di parole (se possibile, questo testo andrebbe proprio letto in lingua originale), per ridestare subito l’attenzione.

Dopo pagine e pagine di bizzarrie e nonsense, forse è proprio nelle ultimissime righe del romanzo che Carroll ci sorprende di più, inserendo come chiusa un paragrafo improvvisamente delicato ed emozionante (il punto di vista è quello della sorella maggiore di Alice):

Lastly, she pictured to herself how this same little sister of hers would, in the after-time, be herself a grown woman; and how she would keep, through all her riper years, the simple and loving heart of her childhood: and how she would gather about her other little children, and make their eyes bright and eager with many a strange tale, perhaps even with the dream of Wonderland of long ago: and how she would feel with all their simple sorrows, and find a pleasure in all their simple joys, remembering her own child-life, and the happy summer days.

Lewis Carroll, Alice’s Adventures in Wonderland, voto = 3/5

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